Tragica caduta in montagna: muore a 68 anni ex primario di Rianimazione. Sanità delle Marche in lutto

Tragica caduta in montagna: muore a 68 anni l ex primario di Rianimazione Diego Cingolani
Tragica caduta in montagna: muore a 68 anni l’ex primario di Rianimazione Diego Cingolani
di Sabrina Marinelli
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Domenica 22 Agosto 2021, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 16:11

SENIGALLIA  - Tragica caduta in montagna per il dottore Diego Cingolani. E’ morto ieri in Alto Adige a 68 anni. Ne avrebbe compiuti 69 a novembre. L’ex primario del reparto di Rianimazione si trovava a San Candido quando è caduto battendo la testa. In serata si è diffusa la drammatica notizia con pochi dettagli sulla dinamica dell’infortunio. 

 


Il dottore Diego Cingolani era molto amato in città, Il suo pensionamento a novembre del 2019 era stato un evento con tanto di saluti dall’Amministrazione comunale. Tra i primi a ricevere la brutta notizia c’è stato il dottore Andrea Ansuini che ha raccolto il testimone da Cingolani, traghettando il reparto nel periodo più duro e buio, quello del Covid, prima di andare in pensione anche lui. Erano inseparabili sul lavoro, sempre insieme anche ai convegni e congressi medici, e grandi amici fuori dall’ospedale. 


«Diego quello che sei stato per me e per noi tutti della Rianimazione é impossibile descriverlo – le parole del dottor Andrea Ansuini - siamo in lacrime. Come dice un proverbio cinese: quando sei nato tutti ridevano intorno a te e tu piangevi, fa in modo che quando la tua vita finirà tutti piangano e tu sorrida. Sono sicuro che il tuo ultimo sorriso è stato per noi con immenso affetto Andrea e tutta la Rianimazione». 


Dopo 40 anni di lavoro aveva deciso di andare in pensione. Era arrivato all’ospedale di Senigallia nel 1979. «Quando arrivai – aveva raccontato nella lettera di ringraziamento dopo la pensione - l’anestesista era “il dottore che da la dormia”, a volte mi chiedevano addirittura se ero un dottore. Adesso il medico anestesista è uno specialista che spazia nelle varie discipline, esperto di medicina, cardiologia, nefrologia, neurologia e di tutte le branche chirurgiche. Indispensabile nell’organizzazione ospedaliera, infatti il mio reparto è il più numeroso come dotazione di medici, in qualsiasi situazione dove potrebbe esserci un minimo rischio è presente un anestesista». Per tanti anni è stato direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia Rianimazione e Terapia del dolore. 


«Lascio un gruppo di sedici medici, molto uniti, pronti a cogliere ed applicare nuove tecniche – aveva detto - Un reparto di Rianimazione in grado di trattare con successo i casi più complicati. Vado via contento di quello che ho contribuito a creare, 40 anni di soddisfazioni». Pochi mesi dopo è scoppiata la pandemia e il suo reparto si è dimostrato una vera eccellenza, all’altezza della situazione, grazie anche ai suoi insegnamenti.

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