Sotto choc per lo stop per decreto ma il commercio continua a investire

Martedì 27 Ottobre 2020 di Sabrina Marinelli
Sotto choc per lo stop per decreto ma il commercio continua a investire

SENIGALLIA  - Titolari e gestori di bar e ristoranti stringono i denti sulla spiaggia di velluto. C’è chi investe, come i ragazzi della Libreria Mondadori che hanno inaugurato nel weekend il Caffè Centrale. Di questi tempi assistere ad un taglio del nastro può rappresentare un salto nel buio eppure c’è chi non vuole arrendersi e guardare oltre. Il maestro del gelato Paolo Brunelli cerca personale. Anche questo un segnale positivo.

 

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«L’amico Paolo Brunelli ricerca nuove identità per rafforzare il team – l’annuncio comparso in questi giorni sul web -. Cambiano le esigenze, si modificano le impostazioni e si lavora su nuovi progetti. Da qui parte la ricerca di Gelateria Cioccolateria Brunelli per altri profili professionali». 

Ad infondere un po’ di ottimismo, nonostante tutto, è anche il patron della Madonnina del pescatore. «Ci troviamo nuovamente a fronteggiare l’emergenza – le parole dello chef Moreno Cedroni - l’affronteremo come abbiamo sempre fatto, nel pieno della sicurezza, seguendo tutte le regole e con tutte le nostre energie. Il comparto della ristorazione è tra i più virtuosi in Italia, va sostenuto e tutelato. Il mondo della ristorazione è in questo particolare momento fragile, va tutelato e sostenuto con interventi immediati. Dobbiamo continuare ad andare avanti con tutte le energie che avevamo prima della pandemia – conclude - solo questo ci potrà salvare anche da una crisi mentale, che nessuno di noi si chiuda e si arrenda». Inutile comunque nascondere che nella categoria c’è anche rabbia e paura. «Ci siamo stufati di essere additati come la principale causa della propagazione dei contagi – interviene Danilo Carra, titolare del locale Out Of di piazza Simoncelli -. Nessuno riesce a capire perché fino alle 18 la vita possa scorrere normalmente e dopo le 18 no, tutto questo è assurdo. Che ci facciano lavorare magari intensificando i controlli ed inasprendo le pene ma ci facciano riprendere la nostra attività o migliaia di persone a breve rimarranno senza lavoro». 

Intanto nel weekend sul lungomare è capitato spesso di incrociare gente senza mascherina. Per l’egoismo di chi non si adegua alle regole ci rimettono tutti anche chi le osserva scrupolosamente. «E’ ora di far sentire le nostre ragioni – prosegue il titolare del locale - non c’è mai stata una forte unione tra noi del settore, ognuno ha sempre pensato al proprio orticello, adesso è arrivato il momento di unirci e farci sentire. Sono già nati alcuni gruppi e comitati. Qualcosa si sta muovendo, sperando non sia un fuoco di paglia. Stiamo passando sere e notti di paura. Se non scendiamo in strada ora che ci stanno mettendo i piedi in testa, che ci stanno togliendo addirittura il diritto di lavorare, ora che ci prenderanno in giro dandoci forse due spicci, quando mai lo faremo?». E’ arrabbiato Danilo Carra. Dopo il lockdown, insieme al socio, ha deciso di investire nella sua attività, di trasferirsi in piazza Simoncelli lasciando il piccolo locale di via Solferino. Nonostante tutto ha voluto rimboccarsi le maniche e credere in un futuro che ora si vede negare. «E’ molto gratificante dopo 15 anni di sacrifici – conclude - sentirsi etichettare come attività non indispensabile».

 

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