Senigallia è diventata un set per il nuovo film di Gabriele Ogiva

Domenica 5 Settembre 2021
Senigallia è diventata un set per il film di Gabriele Ogiva

SENIGALLIA  - Terminate le riprese del nuovo film di Gabriele Ogiva “Era mio padre”, girato ad Ancona con qualche scena anche a Senigallia. La pellicola si avvale della partecipazione dei fratelli Anna e Lorenzo Marconi, artisti e artigiani senigalliesi. I protagonisti sono invece Marco Di Stefano e la giovane Elena Schiavoni di nuovo insieme per un film ricco di emozioni dopo il primo “Gli anni folli della velocità”, per quello che rappresenta il continuo. 

 


Nel cast è presente anche l’esordiente Donatella Pompei di Ancona e la danzatrice e artista russa Tanya Khabarova. La direzione del film, accanto al suo ideatore Gabriele Ogiva, sempre affiancato dalla storica Elena Turchi di Senigallia, si avvale dell’esperienza e della capacità creativa del regista romano Mauro Conciatori, che con la sua troupe di giovani collaboratori, tra questi Stefano Isoli, Zoe Perfetti e Laura Mela hanno arricchito la sceneggiatura di Gabriele Ogiva con innato talento. Il film interamente ripercorre l’avventurosa vita di Bruno, italiano emigrato in Argentina e l’ossessione amorosa di quest’ultimo per la giovane cugina argentina Delia, un amore scoppiato in un’estate del 1958 nella spiaggia di velluto, Senigallia, amore che poi durerà un’intera vita. Per Delia lascerà tutto. Giunto al termine della sua vita e dopo la morte di Delia, Bruno fa ritorno alla sua città, Ancona, che aveva lasciato 50 anni prima per raggiungere Delia a Buenos Aires.


Ritroverà tutti i luoghi, le persone, gli oggetti della sua giovinezza e una nipotina che non ha mai conosciuto, in un viaggio dove i confini tra la realtà e l’immaginazione sono labili. «Abbiamo girato ad Ancona e a Senigallia con una troupe venuta da Roma – racconta entusiasta Lorenzo Marconi -. È stata una esperienza meravigliosa, per questo dobbiamo ringraziare il direttore del museo del giocattolo antico di Senigallia Gabriele Ogiva anche regista dell’opera che ha voluto coinvolgerci nel suo progetto». 

 

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