Ragazzina pedinata con una app. Stalking, padre e figlio condannati: il giovane tormentava l’ex fidanzata

Giovedì 16 Settembre 2021 di Federica Serfilippi
Ragazzina pedinata con una app. Stalking, padre e figlio condannati: il giovane tormentava l ex fidanzata

SENIGALLIA - Padre e figlio condannati per lo stesso processo. Il più giovane, 22enne, per il reato di stalking nei confronti dell’ex fidanzatina. L’altro, 63enne, per tentata violenza privata: secondo la procura aveva pressato gli ex suoceri del figlio per fargli ritirare la denuncia di atti persecutori. È terminata con una doppia condanna (per entrambi gli imputati la pena è sospesa) inflitta dal giudice Carlo Masini il procedimento che prendeva in considerazione fatti avvenuti tra il 2016 e il 2017, in una cittadina tra Jesi e Senigallia. 

 

 
Il racconto 
Vittima di stalking, una ragazza che all’inizio della vicenda aveva 16 anni e che si è costituita parte civile con i genitori, tutti assistiti dall’avvocato Corrado Canafoglia. Il 22enne dovrà risarcire l’ex fidanzata (ora 21enne) con 6mila euro. Era stata lei, nel corso di una passata udienza, a raccontare le molestie che l’hanno portata a sporgere denuncia contro l’ex. «La prima avvisaglia che qualcosa non andava è stata quando ha iniziato a prendere lo spazio che non doveva, dicendomi cosa non fare» aveva detto lei, facendo riferimento anche alle presunte aggressioni: «Un giorno mi ha tirato contro il cavalletto della moto»; «Mi ha anche inseguito quando ero in auto con i miei amici, mettendosi di traverso a noi. Io avevo paura, io miei genitori anche. Per un periodo non sono uscita di casa». Stando all’accusa, lui le aveva anche installato di nascosto un’applicazione sul cellulare per localizzarla: «Sapeva sempre dove andavo». 


La volontà 
Tutte accuse da cui si è sempre difeso l’imputato, assistito dall’avvocato Marco Polita. Niente atti persecutori, ma la volontà di star vicino alla ragazza per proteggerla da eventuali cattive frequentazioni. Addirittura, sarebbe stata la madre della ragazza a spingere il 22enne a buttare un occhio sulle amicizie della figlia. Alcuni fatti raccontati dalla vittima, inoltre, non sarebbero stati attendibili per la difesa, non essendoci riscontri oggettivi. Sull’app installata sul cellulare della ex, il 22enne aveva detto: «L’avevo scaricata d’accordo con lei». 


L’udienza 
Per quanto riguarda l’accusa legata al 63enne, la procura contestava minacce rivolte agli ex consuoceri del tipo: «Se non vedo la foto della rinuncia alla querela, ve la faccio pagare a morte, ho un sacco di amici che mi devono dei favori», «a mali estremi, estremi rimedi», «attenzione alle conseguenze». Ieri, le tre vittime erano in udienza. Degli imputati, c’era solo il 63enne. Probabile, da parte della difesa, il ricorso in appello. 

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