Papà Loris e quel rapporto di amore-odio con Alfredo, il figlio troppo irascibile

Martedì 30 Marzo 2021 di Sabrina Marinelli
Senigallia, papà Loris e quel rapporto di amore-odio con Alfredo, il figlio troppo irascibile

SENIGALLIA - Un rapporto conflittuale legava Loris Pasquini a suo figlio Alfredo. Amore e odio si sono alternati fino alla tragedia di ieri. A gennaio il padre scriveva su Facebook: «Mio figlio ha 26 anni e prova, con molta fatica, a riprendersi la vita. Non è in grado di vivere senza il mio aiuto. Avrebbe bisogno di sua madre che lo ha abbandonato a causa del suo carattere irascibile. È un bravissimo ragazzo ed è un peccato che si sia ridotto così ed abbia buttato via la sua vita. Non ha più alcuno scopo per andare avanti.

 

È la vittima di questa società che ha perso umanità». Sempre sul suo profilo Facebook, che racconta molto della sua vita, aveva scritto nel 2018 che era stato costretto a tornare in Italia, dalla Thailandia dove si era trasferito, per «rimettere a posto tutti i danni che ha fatto mio figlio». Un ragazzo problematico che si era messo nei pasticci, con qualche piccolo precedente. Aveva fatto anche uso di droga. Il padre, dopo aver fatto il militare nell’esercito, ha iniziato a lavorare per le Ferrovie in via Marconi ad Ancona, nell’ufficio Impianti Elettrici I.E.S.. Ora è in pensione. Nel 1981 si è sposato con una commerciante senigalliese da cui ha avuto una figlia. Nel 1994 il secondo matrimonio con una peruviana. Dalla loro unione era nato Alfredo. Un matrimonio naufragato dopo anni di violente litigate, sedate il più delle volte dall’arrivo della polizia. Per Alfredo un’infanzia traumatica che l’ha segnato per sempre. Erano dovuti intervenire i servizi sociali per seguire la famiglia nel periodo della separazione conflittuale. Il padre, oggi 72enne, nel 2006 ha iniziato a viaggiare in Thailandia dove ha conosciuto l’attuale compagna, di 36 anni, e dove si è trasferito. Aveva anche costruito una casa nel 2011 poi però nel 2018 ha deciso di tornare a Senigallia. Il figlio Alfredo si era messo nei guai e voleva salvarlo. Sentiva ancora il senso di responsabilità per quel figlio che nessuno sembrava volesse accettare per il carattere così difficile. E ha deciso di rimanere a Senigallia per lui, nel casolare di Roncitelli in via Sant’Antonio, dove ieri si è consumata la tragedia. Il figlio abitava al primo piano, lui al piano terra con la compagna. Ieri l’ennesima litigata. Una delle tante, ormai tristemente di routine. Qualcosa però è scattato nel genitore che ha sparato al figlio, uccidendolo. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA