Minacce, botte e violenza sessuale: marito orco condannato a sei anni

Giovedì 29 Ottobre 2020 di Federica Serfilippi
Minacce, botte e violenza sessuale: marito orco condannato a sei anni

SENIGALLIA -  Minacce, botte e abusi carnali: condannato a 6 anni e 4 mesi. La stangata è stata impartita ieri mattina dal collegio penale a un tunisino di 58 anni, imputato per violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Vittima, l’ormai ex moglie, una connazionale di 66 anni. La procura aveva chiesto una pena di 7 anni. L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Diamantini, è attualmente libero.

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Subito dopo la denuncia sporta dall’ex coniuge, nell’estate del 2019 al Commissariato di Senigallia, il giudice gli aveva impartito la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, costituitasi parte civile al processo. Stando a quanto raccontato all’epoca della querela, sarebbe stata la costante ubriachezza a scatenare l’ira del marito nell’appartamento che i due condividevano fino alla decisione del giudice – presa nel settembre 2019 – di vietare qualsiasi contatto tra le parti. La procura contestava all’imputato insulti, minacce e soprusi, tali da rendere insostenibile la vita domestica e la quotidianità della persona offesa. È soprattutto prima della querela che il 58enne si sarebbe accanito contro la moglie. Una volta, era maggio 2018, era finita al pronto soccorso di Senigallia dopo essere stata percossa senza motivo con calci e pugni.

Le botte subite l’avevano fatta cadere violentemente a terra. I medici avevano stilato una prognosi di 15 giorni. A giugno 2019, invece, per la procura aveva tirato contro la moglie un pesante portacenere, provocandole un trauma cranico guaribile in una settimana. In un’occasione il 58enne avrebbe anche costretto l’ex a un rapporto sessuale dopo averla minacciata verbalmente. La parte civile, in udienza, è venuta a testimoniare, raccontando le violenze subite fin dal suo arrivo in Italia, nei primi anni Duemila. Lui, presente ieri alla lettura della sentenza, non ha voluto rilasciare dichiarazioni al collegio. Possibile il ricorso in appello da parte della difesa dopo la lettura delle motivazioni. 

 

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