Maxi furto di farmaci oncologici
il blitz in meno di cinque minuti

Giovedì 8 Novembre 2018
SENIGALLIA - Colpo gemello al deposito farmaceutico dell’Asur. A meno di due mesi di distanza i ladri sono tornati per rubare farmaci oncologici. Era già successo il 12 settembre scorso per un bottino stimato in oltre 150.000 euro. E’ accaduto di nuovo nella notte tra martedì e mercoledì. Sparite dalla cella frigorifera alcune scatole contenenti medicine antitumorali. 

 


L’allarme è scattato alle 1.50. I banditi sono entrati dalla porta sul retro, che si affaccia sui campi. Hanno coperto i sensori, in grado anche di effettuare delle riprese, e in pochi minuti sono riusciti a prendere alcune scatole. Sono andati diretti alla cella frigorifera, nello scaffale dove venivano custoditi i farmaci antitumorali. Hanno agito in fretta perché alle 1.55 i carabinieri erano già sul posto. I banditi sono scappati verso i campi lasciando perdere le proprie tracce. Ieri ancora i militari non sapevano di preciso l’ammontare del bottino. Dall’azienda sanitaria hanno detto che era ingente, forse come nel precedente furto se non addirittura di più. Si sono riservati di ultimare l’inventario per verificare se manchi anche altro. Il colpo è avvenuto in una zona che offre molte vie di fuga. Vicino c’è l’autostrada, l’imbocco della complanare e dopo il distaccamento dei vigili del fuoco, quasi al confine con il deposito, si può proseguire lungo l’Arceviese oppure imboccare la Corinaldese. Il furto non avrà ripercussioni sull’ospedale, che è autonomo e autosufficiente. Il magazzino rifornisce l’area di Senigallia e l’hinterland ma una scorta è presente anche all’interno del presidio ospedaliero. I malati non sono a rischio quindi. 

Potrebbe trattarsi di un furto su commissione, fatto per rivendere i farmaci su un mercato parallelo. Da alcuni mesi episodi simili si stanno verificando in varie località italiane. Dalle indagini che gli inquirenti stanno seguendo su scala nazionale sembra ci sia uno “spaccio” di medicinali gestiti dalla criminalità organizzata, che li ruba per rivenderli in altri paesi europei dove hanno un costo maggiore. 

E’ presto per dire se anche i due colpi messi a segno a Senigallia facciano parte dello stesso circuito ma è evidente per gli inquirenti che si tratti di medicinali rubati per essere rivenduti, visto l’ingente quantitativo trafugato. Non in Italia perché il sistema sanitario nazionale garantisce ai malati oncologici tutte le cure necessarie. Sarebbe questo il nuovo business delle mafie che facendo arrivare i farmaci a società fittizie nell’Est Europa, li rimetterebbero in commercio avendo tra i principali clienti i malati tedeschi. Paese dove le medicine costano molto di più che in Italia. E’ quanto emerso da alcune inchieste già avviate in altre città colpite dal fenomeno. Anche i farmaci sottratti a Senigallia, due volte dal 12 settembre, potrebbero aver preso questa direzione. Gli accertamenti sono in corso per cercare elementi utili a rintracciare i responsabili. Sul primo furto indaga la polizia, su quello dell’altra notte i carabinieri. Ultimo aggiornamento: 18:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA