«Madre strangolata con un guinzaglio
ma il mondo di Barucca era distorto»

Giovedì 14 Giugno 2018
ANCONA - Era totalmente incapace di intendere e di volere quando il 16 novembre non aveva esitato a colpire la madre con un asciugacapelli e a strangolarla con un guinzaglio per cani. È quanto emerge dalla perizia psichiatrica stilata dal professore bolognese Renato Ariatti, incaricato dal gip Antonella Marrone di stilare una relazione sullo status mentale del 45enne Gianluca Barucca, il senigalliese accusato dal pm Ruggiero Dicuonzo di aver ucciso la madre, la 73enne Graziella Pasquinelli.

Il delitto era avvenuto all’interno dell’appartamento che i due condividevano, in via Brandani, a Cesenella. Da sette mesi, l’uomo è rinchiuso in una cella di Montacuto. La perizia psichiatrica doveva essere illustrata ieri mattina in tribunale durante un incidente probatorio chiesto dal giudice. Non si è però tenuto.

 

Tutte le parti, procura e difesa, hanno concordato sull’esito della relazione depositata nei mesi scorsi dal professore. Dunque, è venuta meno la necessità di illustrare l’esito dell’analisi effettuata su Barucca, all’epoca dei fatti gestore di un negozio di calzature in via Gherardi, nel cuore di Senigallia. Sul 45enne è stata anche ravvisata una pericolosità sociale, scemata rispetto a quel tragico 16 novembre. All’origine del raptus ci sarebbe stata una forma depressiva acuta con aspetti psicotici tali da far distorcere a Barucca la percezione della realtà con un conseguente delirio di rovina per lui e per gli altri. A questo punto, al pm manca solamente di formalizzare la conclusione dell’indagine.

Con un vizio totale di mente, nell’ambito della futura udienza preliminare, verrà probabilmente decretato dal gup il non luogo a procedere con la dichiarazione di non imputabilità del 45enne e la necessità di una misura di sicurezza. Stando a quanto riscontrato dai carabinieri della Compagnia, Barucca aveva vegliato il corpo senza vita della vittima per ore. A lanciare l’allarme era stata l’ex moglie del 45enne, spaventata dal fatto che le saracinesche del negozio fossero rimaste chiuse tutto il giorno.

Quando i militari erano entrati nell’abitazione, avevano trovato la 73enne a terra, morta da ore. Vicino a lui, Barucca in uno stato di choc profondo. «Non volevo, non volevo» avrebbe sussurrato in maniera confusa agli investigatori. Non era riuscito a ricostruire in maniera lucida quanto successo la mattina della tragedia. Un black out gli aveva paralizzato la mente. Per l’uomo – difeso dall’avvocato Marta Mereu - era stato emesso un fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Sono stati gli esiti dell’autopsia a chiarire le cause della morte. Secondo quanto constatato dagli accertamenti, Graziella era stata aggredita da dietro con un phon. Un colpo violento che l’aveva tramortita, facendola cadere a terra priva di sensi. Dopo pochi minuti, il figlio – forse capendo che ancora stava respirando – si era avvicinato alla madre, strangolandola con un guinzaglio. © RIPRODUZIONE RISERVATA