In lacrime per Claudio Albonetti: l’albergatore è morto d’infarto nella sua abitazione

Claudio Albonetti aveva 67 anni
Claudio Albonetti aveva 67 anni
di Sabrina Marinelli
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Domenica 27 Dicembre 2020, 05:10 - Ultimo aggiornamento: 17:19

SENIGALLIA - Stroncato da un infarto fulminante è morto ieri pomeriggio l’albergatore Claudio Albonetti. Aveva 67 anni. Si è sentito male intorno alle 18 nella sua casa di via Pierelli, nel quartiere del Vivere Verde. Subito è scattato l’allarme e sul posto si è recata un’ambulanza a sirene spiegate dal vicino ospedale. Purtroppo però per il noto albergatore non c’è stato nulla da fare.

 

All’arrivo dei sanitari il suo cuore aveva già smesso di battere. Un cuore grande, enorme il suo. Se poteva dare una mano lo faceva volentieri. Non c’è senigalliese che non l’abbia conosciuto, almeno solo per nome o per il grande impegno messo nel promuovere il turismo senigalliese. 


Lungimirante e sempre attento alle esigenze di un settore in continua evoluzione, si è distinto in fretta ricoprendo anche incarichi a livello nazionale. Claudio Albonetti è nato in una famiglia di albergatori, pioniera nel settore dell’ospitalità e dell’accoglienza. Fino a un paio anni fa aveva gestito personalmente l’Hotel International, prima di andare in pensione passando il testimone alle sorelle Silvana e Serenella. Il gemello e confinante Hotel Universal è invece dei cugini Roberta e Alessandro Albonetti. Il 67enne aveva fondato anni fa l’Unione degli alberghi per poi diventare punto di riferimento nazionale. Nel 2018 era stato eletto presidente nazionale di Assohotel Confesercenti a Roma, con voto unanime dall’assemblea. Da sempre impegnato in prima linea nell’attività sindacale e politica nel settore turistico, Claudio Albonetti vantava un’ampia esperienza. Era anche punto di riferimento nella Confesercenti nazionale. I primi di dicembre aveva chiesto al governo un segnale forte nei confronti delle imprese alberghiere, con più fondi e l’abolizione dell’Imu. Fino ai giorni scorsi è stato attivo, cercando di aiutare il settore che meglio di chiunque altro conosceva. L’infarto di ieri è stato qualcosa di davvero improvviso che nessuno mai avrebbe potuto prevedere. I colleghi piangono una guida e una persona corretta, su cui poter sempre fare affidamento.

«Era sempre disponibile – ricorda Emanuela Montesi, titolare dell’Hotel Hamburg -, nonostante il suo ruolo non si dava importanza. Era semplice ma di un’intelligenza e una cultura per il turismo che pochi hanno. Non ho conosciuto altra persona più leale di lui. Era un amico sincero e disinteressato. Era un grande uomo e un grande sostenitore del turismo». Molto attivo anche a livello cittadino dove si era spesso fatto sentire, anche con toni forti nei confronti delle amministrazioni di ogni livello, per un settore che non sempre vedeva tenuto nella giusta considerazione nonostante il turismo sia il traino dell’economia cittadina. 


Uno choc per tutti apprendere ieri della sua improvvisa scomparsa. La salma è stata trasferita nella casa funeraria di Borgo Bicchia dove rimarrà in attesa dell’ispezione cadaverica, che stamattina verrà eseguita dal medico legale. Ieri il dottore di turno del 118 ha constatato il decesso per cause naturali. I funerali non sono stati ancora fissati ma, abitando in via Pierelli, dovrebbero tenersi nella vicina chiesa della Pace.

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