Jennifer morta nello schianto: doppia accertamento per capire i motivi della tragedia

Giovedì 9 Settembre 2021 di Federica Serfilippi
Jennifer morta nello schianto: doppia accertamento per capire i motivi della tragedia

SENIGALLIA - Due accertamenti per delineare i contorni dell’incidente che lunedì ha strappato alla vita la 35enne Jennifer Fiori mentre era alla guida della sua moto Keeway Rkf 125. Questa mattina verrà conferito l’incarico per eseguire all’Istituto di Medicina Legale dell’ospedale di Torrette l’esame autoptico sul corpo dell’ex ciclista professionista, morta sulla Corinaldese. Inoltre, la procura darà mandato a un perito – si tratta di un ingegnere – affinché analizzi la dinamica del sinistro. Tutti i mezzi coinvolti nello schianto sono stati sequestrati e, probabilmente, saranno oggetto di approfondimenti tecnici. 

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L’esame

L’autopsia verrà eseguita dal professor Adriano Tagliabracci oggi stesso. I familiari, assistiti dagli avvocati Maurizio e Ruggero Benvenuto, nomineranno per entrambi gli accertamenti dei loro consulenti. Lo faranno probabilmente anche le difese dei due indagati per omicidio stradale. Si tratta di un 77enne e di una 28 anni, entrambi di Senigallia. Il primo, stando a una prima ricostruzione eseguita dalla Polizia Stradale, con la sua Alfa Romeo Giulietta avrebbe urtato, mentre usciva da una strada privata, la moto di Jennifer, facendola cadere sull’asfalto. La seconda, alla guida di una Fiat Panda con il logo della Caritas, avrebbe investito il corpo della biker, finita nella corsia opposta al suo senso di marcia. Sarà da valutare quale tra i due impatti sia stato fatale per l’ex campionessa di Sassoferrato che aveva comprato la 125 a fine agosto, pochi giorni prima della tragedia. Una tragedia di cui non sanno darsi pace il fratello maggiore e i genitori della 35enne. La madre di Jennifer, a bordo della sua auto, il giorno dell’incidente procedeva nella stessa direzione della figlia, a due/tre veicoli di distanza dalla moto Keeway. Pare si fossero salutate pochi minuti prima di mettersi ognuno alla guida del proprio mezzo. All’arrivo del personale sanitario, Jennifer era già morta. Inutili i tentativi, andati avanti per circa mezz’ora, di rianimare quel cuore abituato a sopportare la fatica delle salite e dei chilometri macinati per strada, in sella alla bici. Fin da piccolina, la vittima aveva nutrito la passione per la corsa, poi sfociata nell’amore per la mountain bike. In passato, la 35enne aveva anche fatto parte della team della Top Girl Fassa Bortolo, correndo il Giro d’Italia, varie Coppe del Mondo e altre competizioni internazionali. Per un breve periodo era stata anche istruttrice di spinning, portando parallelamente avanti il lavoro al supermercato Hurrà di Sassoferrato, dove era arrivata a rivestire il ruolo di vice direttrice dopo la “gavetta” da commessa. Dal giorno dell’incidente, tutto il mondo del ciclismo si è stretto in una maglia di cordoglio e dolore per la scomparsa di Jennifer, amata per il suo sorriso e quella voglia matta di correre con la bici più veloce degli altri. 

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