Centrato in bici da una ciclista, Gino Angeloni muore dopo 50 giorni: lei accusata di omicidio stradale

Centrato in bici da una ciclista, Gino Angeloni muore dopo 50 giorni: lei accusata di omicidio stradale
Centrato in bici da una ciclista, Gino Angeloni muore dopo 50 giorni: lei accusata di omicidio stradale
di Federica Serfilippi
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 04:00

SENIGALLIA - Era uscito di casa con la sua bicicletta per andare a fare delle commissioni. Stava sulla statale, a Marzocca, procedendo in direzione nord quando era stato travolto improvvisamente da un’altra bici, condotta da una 26enne dell’hinterland senigalliese, appassionata di triathlon. Tutti e due erano finiti violentemente sull’asfalto. Lo scontro, avvenuto il 20 settembre, era stato tremendo. 

 
Lei se l’era cavata con ferite lievi. Lui, l’83enne Gino Angeloni, era stato portato in eliambulanza all’ospedale regionale di Torrette. Fin da subito le sue condizioni erano state giudicate gravissime. Si è arresto dopo oltre un mese e mezzo di agonia. L’anziano, che viveva con l’adorata moglie a Montemarciano, è morto il 10 novembre all’hospice di Chiaravalle. Per il decesso, nei giorni scorsi, è stata formalmente indagata la ciclista di 26 anni. L’ipotesi di reato: omicidio stradale. 


Lo schianto choc tra le due bici era avvenuto a Marzocca, all’altezza del punto in cui dieci giorni fa è stata agganciata e trascinata da un suv l’81enne Sigrid Tschope. Stando a quanto emerso nel corso delle indagini portate avanti dalla Polizia Stradale di Ancona, Angeloni procedeva in direzione nord. Stava andando a comprare dei fichi. Anche la 26enne, che forse si stava allenando per la disciplina che pratica, stava pedalando verso Senigallia. In pratica, secondo quanto contestato finora, ci sarebbe stato un tamponamento: l’83enne è stato travolto violentemente dalla bici che gli stava dietro, condotta dalla donna.

Entrambi i ciclisti erano stati sbalzati a terra, ma fin dai primi istanti si era capita la gravità della situazione in riferimento al pensionato. La 26enne non si sarebbe accorta della presenza dell’anziano e forse non avrebbe fatto in tempo a frenare. Sarà la procura a disporre, dopo la morte dell’anziano, i dovuti accertamenti. I familiari della vittima si sono rivolti all’avvocato Ruggero Tomasi. 

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