Fondazione Città di Senigallia nel caos: si dimette il presidente Canafoglia e anche 4 consiglieri

Martedì 31 Agosto 2021 di Bianca Vichi
Fondazione Città di Senigallia nel caos: si dimette il presidente Canafoglia e anche 4 consiglieri

SENIGALLIA  - Fondazione Città di Senigallia nel caos, il Cda ha annunciato le dimissioni, attese a breve. Insediatisi da pochi mesi il presidente Corrado Canafoglia e i quattro membri del consiglio hanno rilevato una situazione drammatica all’interno della Fondazione che gestisce la casa di cura ex Irab e numerosi altri immobili.

 

Da ultimo l’appalto, di cui non sono riusciti a trovare il bando per l’assegnazione, per la ristrutturazione delle palazzine partito da 1,7 milioni per poi lievitare fino a superare i 6 milioni. La Fondazione è un ente che gestisce un lascito e i membri del consiglio di amministrazione vengono nominati e controllati dal consiglio comunale. 
«Ufficialmente in Comune non sono state protocollate le dimissioni – spiega il sindaco Massimo Olivetti – ma non mi sorprende che abbiano preso tutti questa decisione alla luce della relazione che il presidente aveva fatto in consiglio».

Appena insediato l’avvocato Canafoglia, nelle vesti di presidente, aveva relazionato in consiglio su una serie di spese inopportune fatte dall’ente tra cui l’acquisto del Musinf a 1,4 milioni, comprato dal Comune per poi lasciarlo al Comune gratuitamente per il suo utilizzo. C’è inoltre il grande contenzioso con Società Autostrade per i terreni espropriati che con una prima sentenza aveva portato a sborsare 19 milioni alla Fondazione mentre con la seconda, la stima sopravvalutata, era scesa a poco più di 6 milioni. 


La differenza deve essere restituita a Società Autostrade ma le casse sono vuote. Notevoli infatti gli ammanchi. In questi mesi di tagli un risparmio di alcune centinaia di migliaia di euro c’è stato, poco in confronto a quanto in realtà manca. Sul futuro il sindaco non si sbilancia. Non è certo che opti per il commissariamento. «Intanto attendo gli atti ufficiali – aggiunge – con le motivazioni dettagliate poi valuteremo. Non necessariamente dovremo ricorrere ad un commissariamento». Diversi faldoni di materiale sono pronti per partire alla volta della procura. Anche i consiglieri di minoranza, che fino a pochi mesi fa facevano parte di quella maggioranza che controllava il Cda della Fondazione, sono quindi pronti a dimettersi. 

 

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