Senigallia, si fingono clienti e ostaggi:
sgominata la banda di rapinatori-attori

Senigallia, si fingono clienti e ostaggi: sgominata la banda di rapinatori-attori
di Sabrina Marinelli
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Martedì 18 Dicembre 2018, 04:35

SENIGALLIA - Sgominata la banda delle sale slot. In manette sono finite tre persone, tutte disoccupate, ritenute responsabili di due rapine e altrettanti tentativi falliti da maggio a settembre. Si tratta di una 22enne di Montemarciano, ex dipendente di una sala slot. Il suo ruolo era fingersi cliente facendosi trovare già dentro. Veniva presa in ostaggio dal rapinatore suo complice: un cubano 26enne. Il terzo componente della banda, un 24enne albanese, era il palo ma a volte si prestava anche ad altri ruoli in base alle esigenze. Lui e la 22enne, secondo fonti investigative, sarebbero una coppia anche se hanno riferito di essere tutti solo amici.
  
I carabinieri della Compagnia di Senigallia, guidati dal maggiore Cleto Bucci, hanno messo a segno un’importante operazione di contrasto ai reati predatori. Le manette sono state strette ai polsi dei tre, finiti agli arresti domiciliari. I militari del Nucleo operativo hanno dato esecuzione ieri mattina ad un’ordinanza di misure cautelari coercitive firmata dal Gip del Tribunale di Ancona, Carlo Cimini, nei confronti di tre persone indagate per concorso nei reati di rapine e tentate rapine aggravate ai danni di sale slot a Senigallia.
Si tratta di un albanese di 24 anni con cittadinanza italiana, noto alle forze dell’ordine, di un’italiana di 22 anni residente a Montemarciano e di un cubano di 26 anni residente a Senigallia. I reati contestati sono: concorso in tentata rapina e concorso in rapina continuate, con l’aggravante dell’uso di un coltello e portate a termine da persone travisate e da più persone riunite. Il 10 maggio hanno tentato la prima rapina aggravata ai danni della sala slot Admiral Club in via Giordano Bruno, la stessa dove hanno ritentato, sempre senza successo, il 21 giugno. Il 26 giugno hanno cambiato bersaglio. Al G-Planet di via Raffaello Sanzio il colpo ha fruttato 640 euro. Poi la pausa estiva e a settembre, il 14, sono tornati alla carica. Nella sala slot Terry Bell in via Adriatica nord a Cesano si sono spartiti appena 50 euro. Le rapine, commesse a breve distanza di tempo l’una dall’altra e nello stesso contesto territoriale, lasciavano intendere che potessero essere frutto degli stessi autori.
 
L’analisi comparata delle denunce ha lasciato emergere una modalità operativa sostanzialmente identica nei quattro gli episodi. Uno o due persone, con il volto travisato ed armate di un grosso coltello da cucina, irrompevano nell’orario di chiusura nelle sale slot, minacciando la responsabile di sala o prendendo in ostaggio un cliente, costringendo in questo modo l’addetto alla cassa a consegnare il denaro. Tuttavia, la contestuale presenza nei luoghi di commissione dei fatti delle medesime persone, identificate dai carabinieri intervenuti per eseguire i sopralluoghi, ha concentrato le indagini sulle stesse, rivelando in seguito il ruolo di ciascuno. Così la 22enne aveva fornito il proprio contributo fingendosi cliente, favorendo l’ingresso nella sala slot dei soggetti armati di coltello e facendosi prendere in ostaggio. Il 24enne albanese, a sua volta, aveva fatto da palo rimanendo all’esterno delle sale slot in occasione dei due tentativi di rapina, negli altri due episodi anche lui aveva finto di essere un normale cliente, venendo preso in ostaggio con il coltello alla gola.
 
L’indagine sulle frequentazioni degli indagati e l’analisi del traffico telefonico ha rivelato l’intreccio di relazioni tra gli stessi, consentendo di identificare il 26enne cubano per il rapinatore, alto circa 1.80, incappucciato ed armato di coltello presente in tutti gli episodi. Preziose ai fini della ricostruzione degli episodi le denunce delle vittime e le immagini tratte dalle telecamere di sicurezza. I militari del Nucleo operativo e della Stazione di Marzocca hanno rintracciato gli indagati a Senigallia e Montemarciano. Dopo le formalità nella caserma di via Marchetti, sono stati accompagnati nelle rispettive residenze e sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

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