Senigallia, per le famiglie sfollate non si trovano case. L'appello del sindaco: «Chi può le affitti»

Senigallia, per le famiglie sfollate non si trovano case. L'appello del sindaco: «Chi può le affitti»
Senigallia, per le famiglie sfollate non si trovano case. L'appello del sindaco: «Chi può le affitti»
di Sabrina Marinelli
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 03:50

SENIGALLIA - Le famiglie sfollate con figli minorenni sono state trasferite ieri dall’Hotel Atlantic di Marzocca, a Le Querce di via Giordano e al Vivere Verde. Una soluzione adottata per agevolare il raggiungimento delle scuole. C’è difficoltà nel reperire case in affitto, ma nel frattempo si potrà rimanere in albergo.

«Abbiamo provveduto a trasferire a Senigallia le famiglie con figli che frequentano le scuole comunali in città – spiega Maurizio Mandolini, dirigente dei Servizi sociali dell’Unione dei Comuni – questo per agevolare la possibilità per loro di raggiungerle. Chi ha l’auto potrà accompagnarli e per chi non ce l’ha andranno con un pulmino. Lo stato di emergenza durerà un anno ma stiamo facendo di tutto per trovare soluzioni abitative, in base alle singole esigenze, e restituire a tutti una casa quanto prima. Nell’attesa si potrà alloggiare in albergo». 


La fuga


Gli sfollati però vogliono recuperare la normalità persa la sera del 15 settembre. Ricostruirsi un nido domestico. Tra queste persone c’è anche la famiglia di Esmeralda Gjoni, scappata di casa insieme al marito, al figlio e al cane, poco prima che due metri d’acqua l’inondasse. «Abitiamo a Borgo Molino – racconta – è la seconda volta che perdiamo tutto. C’era già accaduto nel 2014. La casa è al piano terra e non potevamo salire ai piani alti, come suggeriva il messaggio della protezione civile. Così alle 23 del 15 settembre, appena mi è arrivato, siamo saliti in macchina e siamo andati al seminario. Abbiamo salvato solo una macchina, i vestiti che avevamo addosso e le nostre vite per fortuna». Insieme agli altri alluvionati, rimasti senza casa, sono stati poi trasferiti a Marzocca, in albergo. Proprio ieri hanno traslocato a Senigallia. Possono continuare a rimanere in hotel, ma vorrebbero di nuovo una casa. Non più quella che per due volte ha rischiato di trasformarsi nella loro tomba. «Abbiamo paura a rientrare lì – prosegue la donna – anche volendo comunque è inagibile. Il problema è che non si trovano appartamenti in affitto. Non sappiamo come fare. Siamo disposti ad andare anche nelle frazioni, non necessariamente in centro. Mio marito lavora per un istituto di vigilanza e ha un contratto a tempo indeterminato, io invece guido un mezzo di trasporto che rifornisce pasti alle strutture sanitarie. Siamo in grado di pagare un affitto». Da oggi, come tutti gli sfollati, potranno fare richiesta, presso i gazebo allestiti in sette postazioni della città, per ottenere il contributo di autonoma sistemazione. 


L’appello


«Abbiamo delle difficoltà a reperire abitazioni in affitto – aggiunge il sindaco Massimo Olivetti – abbiamo anche lanciato un appello sui social. Qualcosa si sta muovendo ma abbiamo bisogno di uno sforzo da parte di quanti hanno seconde case libere. Il contributo di autonoma sistemazione verrà erogato a quanti hanno dovuto lasciare la propria casa. Non solo a chi è stato trasferito in albergo, perché ne ha diritto anche chi si trova a casa di parenti o di amici. Ancora non sono stati stanziati soldi statali: i 5 milioni di euro annunciati da Draghi, comunque insufficienti, non si sono visti ma per non perdere tempo stiamo velocizzando le pratiche, in modo tale che quando saranno nella disponibilità del commissario per l’emergenza potranno essere distribuiti in fretta». Da oggi a domenica quindi gli alluvionati senza casa potranno richiederlo presentandosi nei gazebo.

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