Dona il fegato e i reni, tre persone vivranno grazie a una donna morta a Senigallia

Venerdì 6 Maggio 2022 di Sabrina Marinelli
L'ospedale di Senigallia

SENIGALLIA - Tre persone, gravemente malate, potranno continuare a vivere grazie al fegato e ai reni prelevati da una donna morta a Senigallia. Organi che hanno donato un futuro a malati che rischiavano di non averlo. Sono andati a pazienti sia in regione che fuori. Per motivi di privacy non è possibile aggiungere ulteriori dettagli su donatrice e riceventi.

 

«Martedì scorso presso l’ospedale di Senigallia ha avuto luogo un prelievo d’organi – spiega la dottoressa Cristina Scala, direttrice dell’Unità operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica - ringraziamo sentitamente i familiari della donatrice per il grande gesto di altruismo che hanno compiuto. Si ringraziano, inoltre, tutte le figure professionali che hanno partecipato alla realizzazione di questa donazione. Gli organi prelevati, fegato e reni, hanno consentito ad altre persone gravemente malate di continuare a vivere». 


L’intervento di prelievo è durato quasi sei ore. E’ iniziato alle 11 di martedì per terminare verso alle 16.45. Nell’ospedale Principe di Piemonte è avvenuto solo il prelievo. Gli organi poi sono stati trasferiti nei vari ospedali dove i riceventi erano stati nel frattempo ricoverati, per il successivo trapianto. Ad effettuare il prelievo a Senigallia è stata l’equipe chirurgica dell’ospedale di Torrette, assistita dall’anestesista e dal personale di sala operatoria della Rianimazione.


«Nell’ospedale di Senigallia si è svolto solo il prelievo di organi – prosegue il primario di Rianimazione - poi l’intervento sui riceventi si fa nelle città dove è andato l’organo prelevato. E’ il centro trapianti che decide le destinazioni». I familiari della donna deceduta informati del fatto che il fegato e i reni, ancora in buone condizioni, avrebbero consentito di aiutare altre persone, non hanno esitato e hanno così autorizzato il prelievo. Non è la prima volta che accade a Senigallia ma succede davvero raramente. Per questo motivo il primario, pur nel totale rispetto della privacy di donatore e riceventi, ha voluto informare del prelievo avvenuto martedì. 


L’ha fatto per sensibilizzare su una pratica, quella della donazione di organi, ancora poco diffusa nonostante possa davvero fare una grande differenza per tante persone, che soffrono ogni giorno in attesa di una chiamata che possa cambiare loro la vita. «E’ da risaltare l’importanza di gesti come questi – conclude la dottoressa Cristina Scala - in una società poco abituata alla donazione».

 

Ultimo aggiornamento: 15:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA