Campanile libera i suoi elettori: «Non ci sarà l’apparentamento»

Domenica 27 Settembre 2020 di Sabrina Marinelli
Campanile libera i suoi elettori: «Non ci sarà l’apparentamento»

SENIGALLIA  - Campanile lascia gli elettori liberi di scegliere chi votare, annunciando che non ci saranno apparentamenti, mentre Molinelli si appella ad Olivetti. Nessuna novità sul versante di Volpini che non ha contattato Battisti di L’altra Senigallia per la sinistra. Soli alla meta Volpini ed Olivetti, almeno fino a ieri. Senza apparentamento Battisti non entrerà in consiglio comunale e Molinelli avrà un seggio solo se a vincere sarà Volpini.

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Oggi è l’ultimo giorno per decidere eventuali alleanze. Soli ma con le proprie squadre. «La rottura con alcuni personaggi del Pd è stata l’opposizione alla prepotenza di alcuni di imporre un candidato sindaco, incolpevole e forse vittima esso stesso – interviene Gennaro Campanile, Amo Senigallia - scambiando ruoli ed incarichi pubblici come se fossero figurine dei calciatori. In Regione lo scambio delle figurine è stato bocciato dagli elettori. E a Senigallia? Il centrodestra ha scelto una persona moderata e con esperienza amministrativa, che può lavorare in sinergia con la Regione ed intercettare la voglia di progresso ed ammodernamento che una parte del Pd non vuole proprio accettare».

Questo il quadro che lascia propendere per Olivetti, con cui Campanile ha preso un caffè senza siglare accordi. «Per rispettare fino in fondo la scelta della coalizione che mi ha sostenuto - aggiunge - non ci sarà apparentamento, lasciando liberi gli elettori di seguire il cuore». Chi invece l’apparentamento lo vuole è Paolo Molinelli di Senigallia Bene Comune e Noi Cittadini. «Al centrodestra chiedo un impegno inequivocabile di discontinuità nel solco delle nostre linee programmatiche - interviene Molinelli -. Servono amministratori nuovi che Olivetti dovrebbe annunciare quanto prima. Se il centrodestra rimarrà invece concentrato sugli equilibri di coalizione lascerà Senigallia alla sinistra».

Alla squadra sta pensando Fabrizio Volpini, intenzionato a presentarla prima del ballottaggio. Tra gli esterni sono circolati i nomi di Guido Silvestri, Sauro Longhi e Maurizio Marchionni. Non necessariamente da inserite in Giunta ma come staff del sindaco o in un comitato tecnico. Non ci sarà invece Luca Pagliari, corteggiato sia da destra che da sinistra. «Ritengo superato questo sistema politico e partitico – spiega il giornalista – a parte il valore delle persone sono le modalità che mi spaventano. A mio giudizio non ho i requisiti per questo tipo di politica dove fondamentali restano la furbizia, il pelo sullo stomaco e una guerra profonda contro la parte avversa che sia opposizione o maggioranza».

Nel centrosinistra c’è chi vorrebbe di nuovo in Giunta, da esterno, il vicesindaco Memè che proprio ieri ha lanciato un messaggio in favore di Volpini. «Ha tutte le competenze per vincere le sfide del futuro – ha detto -. Non si lasci la città a chi ha sempre scommesso sul suo fallimento». In base ai voti avrebbero diritto ad entrare nell’esecutivo Dario Romano e Ludovica Giuliani per il Pd, Lorenzo Beccaceci per Vivi Senigallia, Stefania Pagani per Vola Senigallia ed Enrico Pergolesi per Diritti al Futuro. Volendo inserire due esterni, come ha già annunciato, Volpini dovrà fare delle scelte ed è quello che sta valutando.

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