La caccia alle meduse divide la spiaggia: genitori con i bambini che le catturano contro chi le vuole libere in mare

Giovedì 13 Agosto 2020 di Bianca Vichi
SENIGALLIA - Il mare invaso dalle meduse e i bambini si divertono a cacciarle, sotterrarle o semplicemente tirarle fuori dall’acqua per farle morire sulla battigia. Non sono mancate discussioni anche ieri per questo “gioco” che sembra aver irritato molti bagnanti. Gli alterchi hanno riguardato solo gli adulti. Nessuno se l’è presa con i bambini a cui al massimo è stato chiesto di non farlo, invitando a lasciare le meduse nel loro habitat naturale. 


 


La caccia alle meduse alimenta la discussione
Le discussioni sono sorte tra chi non voleva che venissero portate fuori dal mare e i genitori dei bambini che invece le stavano cacciando con il loro consenso. Padri e madri che, il più delle volte, immortalavano con il telefono l’impresa dei figli. In questi giorni è presente soprattutto la medusa Cassiopea, più grande di quelle tradizionali, e anche meno urticante. Per questo motivo anche i bambini hanno potuto prenderle senza problemi, utilizzando però i secchielli senza toccarle, aiutati dai genitori. Gli esperti consigliano comunque di evitare contatti seppure i corti tentacoli non siano eccessivamente fastidiosi entrando in contatto con la pelle. La medusa Cassiopea è una specie tipica del Mar Mediterraneo che ogni tanto viene avvistata anche nell’Adriatico. Sulla spiaggia di Marina di Montemarciano invece la gente in acqua si è ritrovata a fare il bagno ieri mattina con la carcassa di una grande tartaruga. L’animale era già in stato di decomposizione, morto quindi in mare e portato verso la costa dalla corrente. Forse raggiunto dall’elica di qualche imbarcazione. In parte era mutilato e presentava delle lesioni. “Ho visto che qualcosa stava galleggiando in acqua – racconta Christian Cavina, bagnino di salvataggio – così sono andato a controllare ed era una tartaruga, purtroppo già morta e anche in pessime condizioni. Con il pattino l’ho riportata a riva in attesa della Capitaneria di porto che ho nel frattempo avvisato”. Il suo recupero ha suscitato curiosità tra i passanti, rattristati per la triste fine della tartaruga marina. Questa volta, diversamente dal solito, non spiaggiata, ma recuperata già morta in mare.

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