Angeli del Covid maltrattati in trincea: attese troppo lunghe, sale il nervosismo e partono insulti

Mercoledì 19 Gennaio 2022
Angeli del Covid maltrattati in trincea: attese troppo lunghe, sale il nervosismo e partono insulti

SENIGALLIA  - Insulti dai cittadini e “bacchettate” da qualche collega per i sanitari del Servizio di prevenzione in trincea dall’inizio della pandemia, più che mai nelle ultime settimane. Tutti si aspettano una risposta immediata e quando l’attesa è lunga c’è chi non si contiene ed utilizza anche termini offensivi. Sui social è capitato di leggere le peggiori invettive contro il Servizio di Prevenzione, oberato di richieste di tamponi. Un medico di questa squadra la definisce «la più grande ondata di casi mai avuta per una malattia infettiva».

 


Da questa affermazione si comprende anche la difficoltà nel fornire risposte soddisfacenti in tempi rapidi. Se le risposte tardano per l’utenza, non arrivano proprio per amici e familiari, lasciati indietro perché il tempo a disposizione è tutto concentrato nella lotta al Covid. Il dottore in prima linea, che non vuole però inasprire gli animi con un intervento pubblico, non nasconde la situazione in cui si trovano a lavorare. Racconta di forti critiche, le più dolorose sono quelle che arrivano dai colleghi, e di insulti arrivati dai cittadini. Non di persona comunque. Un dietro le quinte che molti ignorano su come gli angeli della pandemia sono costretti a lavorare, sacrificando spesso la vita privata e facendosi scivolare addosso gli insulti per non essere abbastanza veloci. 


Non c’è tempo nemmeno per replicare per loro che, a testa bassa, lavorano senza sprecare attimi preziosi. E’ accaduto spesso infatti che la gente si sia lamentata perché da diversi giorni attendeva di essere chiamata per sottoporsi ad un test molecolare, dopo aver accertato la positività solo da un rapido. Non tutti reagiscono con civiltà, soprattutto sulla tastiera. Mentre prosegue il grande lavoro del Servizio di Prevenzione, la situazione sul versante Covid in ospedale ieri era di 20 positivi ricoverati: 1 al Pronto soccorso e 19 nel reparto Covid, di cui 17 non intensivi e 2 semi-intensivi.

Il comitato cittadino per la difesa dell’ospedale è tornato ieri a rimarcare le croniche carenze di personale medico al Pronto soccorso e a situazione della Chirurgia, dove manca la guardia medica. «Dopo due anni non si può andare avanti continuamente in emergenza, senza aver provveduto a implementare la pianta organica del Pronto soccorso – riporta una nota diramata ieri dal comitato -: Senza dimenticare che anche la Chirurgia è in sofferenza. Il Dipartimento Chirurgico è scoperto perché dove ci vorrebbe la guardia medica chirurgica c’è l’infermiere che chiama l’anestesista delle urgenze e bisogna sperare in quel momento non sia in sala operatoria».

 

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