Aggressione choc sul lungomare: ragazza è in prognosi riservata. Bloccata mentre andava in bici, presa a calci e pugni

Giovedì 29 Ottobre 2020 di Sabrina Marinelli
Aggressione choc sul lungomare: ragazza è in prognosi riservata. Bloccata mentre andava in bici, presa a calci e pugni

SENIGALLIA -  Choc sul lungomare Mameli ieri mattina dove una ragazza è stata aggredita e malmenata da un uomo. Le sue condizioni sono molto gravi e per lei la prognosi è riservata. Si tratta di una georgiana che da qualche tempo vive in città, di circa 35 anni. Ultimamente era alloggiata in un convento.

 

 

Ieri mattina poco prima delle 11 stava transitando in bicicletta sul lungomare Mameli, all’altezza di Cesano, quando un uomo l’ha aggredirla. Le uniche informazioni che la polizia ha sono quelle fornite da un testimone che, da lontano, ha assistito alla scena. Non sa se la vittima conoscesse il suo aggressore oppure se l’abbia fermata per chiedere un’informazione o altro. L’aggressore ha iniziato a prenderla a pugni e calci. Una violenza inaudita che ha provocato gravi ferite nella donna. E’ stata infatti sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per una lesione alla milza e la lacerazione di un rene.

 

Tanta violenza che, in un primo momento, aveva fatto ritenere ai soccorritori che la ragazza fosse stata colpita con qualcosa, tipo una mazza. Circostanza che poi la polizia ha escluso. Chi l’ha picchiata ha usato solo le mani e piedi, nessuna arma. Un episodio avvenuto in pieno giorno. Non c’era molta gente in giro ma il lungomare non era però deserto. Forse accortosi di qualche auto in transito, l’aggressore ha deciso di fermarsi per scappare. I soccorritori hanno trovato la giovane a terra, in gravi condizioni. Subito è stata trasferita all’ospedale di Torrette dove è stata operata in mattinata.

La prognosi comunicata alla polizia nel pomeriggio era riservata. Gli agenti del Commissariato, diretto dal vice questore Agostino Maurizio Licari, stanno cercando di far luce sull’accaduto ma finchè non riusciranno a parlare con la vittima non potranno capire se si sia trattato di una vendetta privata oppure di un’aggressione causale. Solo lei potrà dirlo ma non è nelle condizioni di parlare. Secondo quanto accertato si tratterebbe di una brava ragazza, con difficoltà economiche, alloggiata provvisoriamente dalle suore. Non risulta lavorare e i poliziotti hanno escluso fin da subito il coinvolgimento del mondo della prostituzione. Secondo alcuni conoscenti in passato avrebbe lavorato come badante ma al momento non risulta avere un’occupazione. Una notizia che ha sconvolto la città, non abituata a simili brutali episodi.

Mentre tutti sperano che la giovane possa farcela, rimettendosi in fretta, la polizia prosegue nella caccia all’uomo grazie ai dettagli forniti dall’unico testimone. Avendo però osservato la scena da lontano non ha visto bene in volto l’aggressore di cui comunque ha fornito una sommaria descrizione. Solo la vittima potrebbe essere più utile al riguardo. «Un gesto gravissimo che genera preoccupa – il commento di Mohamed Malih, consigliere straniere aggiunto – speriamo che la ragazza si rimetta che il suo aggressore venga assicurato alla giustizia al più presto».

 

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