Macchinetta assaltata, arrivano
le scuse dei baby vandali

Macchinetta assaltata, arrivano le scuse dei baby vandali
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Lunedì 18 Giugno 2018, 08:20

SASSOFERRATO - Prima l’atto vandalico in piena notte, poi le scuse dopo le tante polemiche suoi social network. I due 16enni che venerdì notte hanno preso a calci e pugni il distributore di sigarette situato in prossimità della Tabaccheria del Centro, in piazza Bartolo a Sassoferrato, si sono recati ieri mattina presso la rivendita situata nel centro della città sentina e hanno chiesto scusa ai titolari per quanto accaduto.

Hanno riferito non voler danneggiare nulla, ma solo di recuperare quei prodotti che erano rimasti intrappolati nella macchinetta e non erano stati ritirati dai due studenti. Entrambi, accompagnati dai familiari, hanno anche riferito di ripagare eventuali danni. Niente denuncia e niente ricorso alle forze dell’ordine, ma solo una strigliata prima su Facebook dove la titolare dell’attività commerciale ha pubblicato il video che ha immortalato i due soggetti e poi un bel rimprovero in tabaccheria. Protagonisti due ragazzi di 16 anni che venerdì, in piena notte, una volta acquistate le sigarette, hanno inserito altri soldi e la macchinetta si è bloccata.

Allora, pur di comprare le cartine per fumare, hanno iniziato a dare pugni e calci al distributore che è stato lievemente danneggiato. I titolari avevano manifestato subito tutta la loro rabbia per quanto successo. «La mattina – riferiscono i proprietari - troviamo spesso bottiglie e bicchieri davanti al nostro negozio, ma non ci siamo mai lamentati, ma ora basta. Dalla registrazione della telecamera esterna si vedono chiaramente i due giovani che si sono recati al distributore per fare due acquisti. Il primo, di sigarette, è andato a buon fine. Il secondo no: abbiamo trovato, infatti, una scatola con cartine e accendino incastrata nel distributore quando abbiamo aperto ieri mattina».
I due, senza notare la videocamera sopra la loro testa, hanno iniziato a dare calci, pugni, a sputare e strappare il cartello buttandolo a terra. Poi il pentimento e le scuse.

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