E' morto Dario Razzi, da giudice istruttore ad Ancona a procuratore generale a Perugia. Aveva 69 anni

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Veronique Angeletti
Dario Razzi

SASSOFERRATO - Mercoledì sera, nella sua casa di Perugia, è morto il magistrato Dario Razzi, 69 anni, attuale procuratore generale facente funzioni presso la Corte d’Appello del capoluogo Umbro.

 

Figura di spicco nella magistratura, conosciuto per il suo equilibrio e il suo rigore, Dario Razzi era nato in piazza Bartolo, nel cuore del borgo di Sassoferrato che lasciò a 18 anni per studiare legge all’università di Perugia ma a cui è rimasto sempre molto attaccato.
«Perdiamo un uomo di raffinata cultura giuridica – lo ricorda così il presidente dell’Istituto Internazionale di Studi Piceni Bartolo da Sassoferrato, Galliano Crinella –. Un membro attivo ed autorevole del Comitato scientifico dell’Istituto che ha dato un contributo di fondamentale rilievo alla valorizzazione della figura di Bartolo, curandone, con grande competenza, la traduzione dei trattati politici sulla tirannide, sulle costituzioni politiche, sui partiti».
In magistratura dal 1981, Dario Razzi ha fatto carriera quasi esclusivamente nel settore penale: inizialmente come sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trento, quindi come giudice istruttore e collegiale presso il tribunale di Ancona, poi da sostituto procuratore della Repubblica a Perugia e sostituto procuratore presso la direzione distrettuale Antimafia della stessa città. Ha indagato sul caso Federconsorzi, su traffici di armi internazionali, sull’anomalo aumento di morti per overdose che alla fine degli anni ‘90 valse a Perugia l’appellativo di “capitale della droga”. Dal giorno del pensionamento del procuratore generale Fausto Cardella, il 25 maggio scorso, in piena emergenza Covid, Razzi aveva assunto le redini della procura generale di Perugia, restando al servizio della giustizia fino alla scorsa settimana, nonostante la malattia. Oggi i funerali a Perugia e nel pomeriggio la salma sarà tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero urbano sentinate.

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