La spiaggia di Portonovo ridotta a metà, i lettini finiscono in acqua. «Ferragosto rovinato»

La spiaggia di Portonovo ridotta a metà, i lettini finiscono in acqua. «Ferragosto rovinato»
La spiaggia di Portonovo ridotta a metà, i lettini finiscono in acqua. «Ferragosto rovinato»
di Stefano Rispoli
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Giovedì 11 Agosto 2022, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 11:45

ANCONA «Il Ferragosto? Rovinato. Siam costretti a mandare via i turisti, nel clou della stagione. Un danno d’immagine, oltre che economico». Paolo Bonetti è il più penalizzato tra gli operatori balneari di Portonovo. Ha dovuto rimuovere quasi la metà degli ombrelloni per colpa della spiaggia mignon, divorata dal mare.

«Sarà mosso fino a domenica, ma il problema è che quest’anno le mareggiate sono arrivate sempre da nord e hanno portato via tanto litorale». E allora, addio turisti. «Dobbiamo tutelare gli abbonati - spiega Bonetti -. E abbiamo dovuto fare un sacco di disdette, mantenendo il minimo indispensabile per gli ospiti degli alberghi. Non c’è soluzione: la spiaggia è danneggiata come se fosse inverno. I palleggiamenti non hanno dato risultati: serve un intervento radicale». Tradotto: ripascimento il prima possibile. 


Il precedente 


L’appuntamento è per il 2023, ma intanto quest’estate è andata. Basta vedere com’è messa Mezzavalle, ridotta a una lingua di sabbia, o la zona del molo: c’è chi è costretto a prendere il sole sui lettini lambiti dal mare o con i piedi in acqua. Le onde si infrangono contro il ristorante Emilia e il Fortino Napoleonico, ma pure la spiaggia libera ex Ramona è in versione extra-small. Gli interventi-tampone eseguiti negli ultimi tre mesi si sono rivelati, purtroppo, uno spreco di soldi. E ora tutti guardano speranzosi al ripascimento programmato per l’anno prossimo che costerà 300mila euro (200 dalla Regione e 100 dal Comune), quasi il doppio rispetto all’ultimo intervento strutturale effettuato nel 2018, finanziato per 160mila euro. Ma all’epoca l’opera di difesa costiera riguardò soltanto il tratto da il molo e il chiosco ex Ramona, non senza proteste da parte degli altri operatori rimasti fuori dal piano. E si impiegò più di un anno, tra incartamenti e burocrazia, per il progetto di restyling, da cui fu stralciato sia il ripascimento del tratto tra la torre De Bosis e la chiesetta, sia il rifiorimento dei pennelli davanti al Fortino Napoleonico. Dalla fase dei timbri, avviata nel febbraio 2017, si arrivò ai lavori (effettuati al chiaro di luna, nell’arco di sole 4 notti) nel luglio 2018. Ma già l’estate successiva fu necessario intervenire di nuovo con un livellamento (spesa: 30mila euro) per riparare i danni provocati dalle mareggiate nello stesso punto in cui era stato eseguito il ripascimento, cioè tra il molo e l’ex Ramona. La speranza è l’intervento programmato per il 2023 (ancora tutto da progettare) produca effetti più duraturi. 
 

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