Pestaggio choc davanti al bar, per Emanuele fratture al naso, allo zigomo e alla parete orbitale. Il 32enne è figlio di un professore della Bocconi

A picchiarlo un americano ventenne esperto di arti marziali che in questi giorni la vittima ospitava

Polizia durante un controllo al porto di Ancona
Polizia durante un controllo al porto di Ancona
di Emanuele Coppari
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Lunedì 21 Marzo 2022, 03:05 - Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 08:04

ANCONA - L’aggressore, 20 anni, è originario del Kansas, pratica arti marziali ed è rinchiuso nel carcere di Montacuto. Il 32enne anconetano ferito è Emanuele Amatori, figlio adottivo di Franco, professore di Storia economica all’Università Bocconi di Milano, e sua moglie Meggie. L’erede dell’omonima agenzia marittima fondata dal nonno Primo, che lavora nell’agenzia di viaggi di famiglia, è ricoverato a Torrette con quaranta giorni di prognosi, dopo la scarica di colpi che lo statunitense gli ha inferto durante la lite accesa dall’alcol e da chissà quale banale pretesto.

 

È finita così la zuffa che sabato sera ha acceso di violenza quella che sarebbe dovuta essere una serata da trascorrere tra quattro chiacchiere e un aperitivo nello scenario del porto. 


La scintilla 
I due si conoscono, un legame generato dall’amicizia delle loro fidanzate. L’americano in questi giorni era ospite di Emanuele, che ha vissuto parecchio tempo negli Stati Uniti. Sabato sera sono andati a farsi un drink al porto, e lì si è scatenato l’inferno. Il parapiglia è arrivato in un lampo, la scintilla della violenza è scoccata improvvisa facendo divampare gli animi accesi probabilmente dal troppo alcol. I due si sono alzati dal tavolo e hanno cominciato a picchiarsi, trasformando il dehors in un ring. Lo statunitenese, che pare se la cavi piuttosto bene in fatto di arti marziali, con una serie di colpi ben assestati ha mandato ko il giovane anconetano. Gli ha scaricato una grandinata di pugni al volto, continuando a infierire anche quando era a terra privo di sensi. Il ragazzo statunitense era in preda a una furia scatenata. Per arginarla, una barista si è precipitata fuori dal locale brandendo uno sgabello. Sono intervenute anche altre persone presenti nel bar, per placcarlo in attesa dell’arrivo della Volante. I poliziotti hanno faticato a contenerlo e dopo averlo bloccato lo hanno portato al pronto soccorso di Torrette. Era in forte stato di agitazione, e aveva escoriazioni al volto e alle mani, tracce della colluttazione. Lì è stato refertato con tre giorni di prognosi ed è risultato positivo ai cannabinoidi, con un tasso alcolico di quasi 3 gr/l. Terminati gli esami medici, il 20enne è stato arrestato con l’accusa di lesioni gravi e accompagnato nel carcere di Montacuto in attesa dell’udienza di convalida.
Al pronto soccorso è finito pure Emanuele, che ha subito conseguenze ben più pesanti dalla lite choc. La raffica di pugni dell’amico gli hanno fatto perdere i sensi. I poliziotti all’arrivo in porto lo hanno trovato a terra sul marciapiede davanti al bar, tramortito, con il volto insanguinato e una tumefazione all’occhio sinistro. Ha riportato numerose fratture al naso, allo zigomo e alla parete orbitale: è ricoverato in prognosi riservata. Dovrà essere sottoposto a un intervento maxillo facciale
Proseguono le indagini della polizia. Per ricostruire la dinamica saranno utili le immagini registrate dalle telecamere della videosorveglianza, puntate sulla zona della zuffa, e i testimoni che hanno assistito all’aggressione. Hanno già fornito agli agenti un resoconto dettagliato di quella lite degenerata in pestaggio. 

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