Enedo-choc, dimezza il personale: licenziamento per 35 dipendenti. L'ira dei sindacati: «Sciopero subito»

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Giacomo Quattrini
Enedo-choc, dimezza il personale: Licenziamento per 35 dipendenti. L'ira dei sindacati: «Sciopero subito»

OSIMO  - La Enedo Spa licenzia quasi metà del personale del proprio stabilimento di San Biagio. Ben 35 delle 80 unità ad oggi impiegate perderanno il posto, come rivelato ieri in un comunicato congiunto dalle segreterie di zona di Fim-Cisl, Fiom-Cigl e Uilm. Per stamattina alle 8 è stato organizzato un sit-in davanti alla sede, al civico 59 di via Ancona, con 8 ore di sciopero indetto dai sindacati perché il tavolo di confronto sarebbe durato troppo poco e la scelta di tagliare quasi il 50% dei dipendenti inaccettabile.

 


La storia di Enedo inizia nel 1975 in Finlandia. Da allora l’azienda, che si occupa di sistemi di alimentazione e riserve energetiche, è cresciuta da un ufficio tecnico di sei persone a un’organizzazione globale, un Gruppo di circa 400 dipendenti. Oltre alla casa madre in Finlandia, ci sono infatti altri tre stabilimenti: negli Stati Uniti, in Tunisia e quello italiano ad Osimo. «Con oltre 45 anni di esperienza nel settore in tecnologie innovative e affidabili, forniamo – si legge nelsito della multinazionale scandinava- sistemi di alimentazione altamente configurabili ed efficienti dal punto di vista energetico». Nel 2019 i dipendenti a Osimo erano 97 e che lo stabilimento di via Ancona avesse registrato un fatturato di oltre 43milioni di euro.

La pandemia evidentemente ha però creato difficoltà tanto da decidere il forte ridimensionamento della presenza di Enedo in Italia. Il nuovo fronte occupazionale che si apre ad Osimo, ad un anno dal drammatico licenziamento dei 100 dipendenti del deposito Xpo Logistics all’Aspio, allarma sindacati e istituzioni. Fim, Fiom e Uilm , che in una nota ricordano le analogie con i tagli recentemente annunciati da un’altra multinazionale scandinava alla Guzzini Illuminazione di Recanati. chiedono «un congruo tempo di discussione prima di arrivare all’apertura della procedura di mobilità», che porterebbe all’esubero di 35 lavoratori entro Natale.

«Riteniamo inaccettabile questo comportamento, privo di alcun rispetto delle relazioni sindacali - commentano i sindacati - e chiediamo l’immediato ritiro della procedura di licenziamento collettivo, affinché si possa costituire un tavolo di confronto», manifestando la disponibilità ad «individuare soluzioni condivise mettendo al centro il mantenimento dei livelli occupazionali e lo sviluppo professionale per il rilancio delle attività future». Dunque, sciopero e presidio oggi per «dare un primo importante segnale e chiedere in maniera decisa il ritiro della procedura di mobilità con l’apertura di una discussione per la continuità lavorativa nel sito di Osimo, messa in seria discussione dai licenziamenti».


Ieri il direttore della sede osimana di Enedo, Riccardo Buffa, insediato appena 10 giorni fa, si è limitato a dire che in questa fase non può rilasciare dichiarazioni. Il sindaco Pugnaloni annuncia che scriverà all’assessore regionale al Lavoro, Stefano Aguzzi, per chiedere di aprire un confronto con le istituzioni coinvolte quali mediatori: «Al fianco dei lavoratori sempre. In questo periodo di crisi –dice il sindaco- è inaccettabile che si facciano certe scelte senza un percorso condiviso con i sindacati e le istituzioni».

 

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