Tagli alla Enedo, nuovo vertice a Confindustria. L'appello dei sindacati: «Dovete ridurre gli esuberi»

Mercoledì 10 Novembre 2021 di Giacomo Quattrini
Tagli alla Enedo, nuovo vertice a Confindustria. L'appello dei sindacati: «Dovete ridurre gli esuberi»

OSIMO -  Nuovo incontro stamattina in Confindustria per la vertenza Enedo, l’azienda di San Biagio che ha annunciato una riduzione del 40% dei lavoratori per fine anno. La settimana scorsa il general manager Riccardo Buffa, voluto dai nuovi proprietari svedesi al posto dell’amministratore delegato, ha aperto alla riduzione degli esuberi: passerebbero da 35 a 25, più altri 4 in ballo.

 

Ma ai rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm non basta: «È un piccolo passo avanti ma non siamo soddisfatti. Ci hanno presentato una riduzione dei tagli, ma serve uno sforzo ulteriore, perché eliminare certe competenze e professionalità significa chiudere il sito di Osimo». 


Le organizzazioni sindacali ammettono che la Enedo ha «lasciato spazi aperti sugli esuberi ma siamo lontani da un accordo. Stiamo portando avanti la trattativa con la tagliola dei 70 giorni, che scadono il 28 dicembre con le lettere di licenziamento». I sindacati oggi invocheranno il ritiro di questa procedura e l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Poi richiederanno un piano industriale. «Quello che ci hanno presentato - hanno riferito - è un piano di ristrutturazione aziendale per ridurre il forte indebitamento. Serve un piano industriale di grande respiro che faccia comprendere gli obiettivi. Ridurre gli esuberi fa pensare che il sito resti a Osimo, ma serve un piano degli investimenti per crescere». 


I sindacati evidenziano che per l’anno prossimo non ci sarebbero problemi di ordini: «Ci sono commesse che - dicono - con i tagli di personale si rischiano di perdere. Serve la cassa integrazione per far respirare l’azienda e l’anno prossimo pensare a una espansione, ci sono le potenzialità». Eliminare certe figure come prevedeva Enedo licenziando 35 dipendenti su 85, significa «metterne in discussione la permanenza a Osimo». Continua lo stato di agitazione. Sulla vicenda interviene Rocco Palombella, Segretario generale Uilm: «Assurdo e inaccettabile. L’ennesima delocalizzazione in un Paese dove il lavoro costa meno, la multinazionale non tiene conto delle professionalità e qualità del lavoro in Italia. Chiediamo un intervento di tutte le istituzioni».

 

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