Ponte a mezzo servizio da un anno e mezzo: la messa in sicurezza è ancora un’incognita

Giovedì 24 Settembre 2020
Ponte a mezzo servizio da un anno e mezzo: la messa in sicurezza è ancora un’incognita

OSIMO -  Ad un anno e mezzo dalla chiusura del ponte di via Sbrozzola al confine tra Osimo e Camerano, non c’è ancora un progetto chiaro per la sua messa in sicurezza. I due Comuni sono in attesa di una relazione tecnica affidata ad un ingegnere della Politecnica delle Marche che dovrà spiegare che tipo di intervento sarà necessario e quanti soldi serviranno.

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Al momento per non mettere a rischio il ponte, già chiuso precauzionalmente dall’8 febbraio al 5 aprile 2019, è stato imposto il limite massimo di velocità a 30 km/h, vietando l’accesso ai mezzi pesanti oltre 3 tonnellate e mezzo. A sollevare la questione della manutenzione del cavalcavia, che superando statale 16 e ferrovia collega la zona commerciale del Cargo Pier a quella del Grotte Center, è stato nei giorni scorsi il consigliere comunale osimano Alberto Maria Alessandrini.

Il leghista, già candidato a sindaco nel 2019 e alle recenti regionali, ha evidenziato con un video diffuso sui social che «il cavalcavia rappresenta ormai da tempo un problema per i cittadini di Osimo e Camerano e di chi frequenta questa zona commerciale e industriale a cavallo della statale 16, una arteria fondamentale per la Valmusone, che come tante della nostra provincia è in condizione precaria. Addirittura, è stato necessario il limite massimo di 30 km perché le vibrazioni dei mezzi mettono a rischio il ponte». Alessandrini ammette che «nelle Marche ci sono grandi problemi infrastrutturali ancora più annosi da risolvere ma si parta prima dalle piccole cose, dalle manutenzioni più semplici e immediate, ma ugualmente urgenti, come questo cavalcavia da sistemare». La strada è comunale con competenza divisa tra Camerano e Osimo.

Il sindaco cameranese Annalisa Del Bello ricorda che «l’anno scorso abbiamo dato incarico, assieme al Comune di Osimo, ad un ingegnere per fare uno studio sulla situazione del ponte, le prove di carico andarono bene e per questo venne riaperto dopo circa due mesi, ad aprile 2019, ma ora devono dirci con la relazione tecnica che tipo di intervento dobbiamo fare». Proprio a febbraio 2019 il Comune di Camerano era pronto a fare una manutenzione ordinaria per circa 30mila euro sul quel ponte, ma alla vigilia del cantiere scattò la chiusura da parte dei pompieri, chiamati sul posto da una automobilista spaventata dalle vibrazioni avvertite mentre era rimasta ferma sul cavalcavia per il passaggio di un gregge di pecore. Da lì si avviò l’iter con prove di carico e chiusura per due mesi. I costi per la messa in sicurezza definitiva non sono dunque noti: «Non sappiamo che intervento sarà richiesto, ma nel caso chiederemo il sostegno della Regione» ha detto Del Bello. 

Il sindaco osimano Simone Pugnaloni aggiunge che «solo una volta chiaro il tipo di cantiere da aprire, potremo definire i contenuti della convenzione da fare con Camerano, nella quale indicare gli impegni finanziari di ciascun ente». Il rischio è che i tempi si allunghino ancora se qualcuno non sollecita chi di competenza. Dalla riapertura sono passati 17 mesi e il ponte resta sì aperto, ma ancora con limitazioni vincolanti per una zona molto trafficata. Insomma, serve prima possibile la manutenzione straordinaria. E il precedente del vicino cavalcavia di San Rocchetto, crollato sull’A14 a marzo 2017, dovrebbe spingere gli enti preposti ad accelerare questa messa in sicurezza definitiva.

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