Piscina senza pace, si va in tribunale: il vecchio gestore fa causa al Comune

Mercoledì 18 Novembre 2020 di Giacomo Quattrini
Piscina senza pace, si va in tribunale: il vecchio gestore fa causa al Comune

OSIMO  - Il cambio di gestione alla piscina pubblica della Vescovara finisce in tribunale. Il vecchio gestore Team Osimo Nuoto ha fatto causa al nuovo gestore Team Marche e al Comune perché lamenta la non concessione di spazi sufficienti per continuare le attività dei propri tesserati. «Ne avevamo 180, ora siamo rimasti una scatola vuota, sono andati altrove perché non ci hanno dato spazi in piscina», lamenta il presidente del Team Osimo Nuoto, Gianni Chieti, che dopo sette anni di gestione dell’impianto natatorio è pronto a dare battaglia. 

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«Ci vogliono distruggere» ha detto ieri, anticipando che oltre al ricorso al Tribunale ordinario di Ancona per avere un provvedimento sulle concessioni degli spazi d’acqua ritenuti insufficienti, è pronto anche «a chiedere un risarcimento dei danni». La prima udienza del procedimento avviato il 23 ottobre con il ricorso del Team Osimo si è svolta il 3 novembre, col giudice che non ha emesso il provvedimento d’urgenza come chiesto dalla società sportiva osimana per ordinare al Team Marche di consentire l’uso della piscina per 400 ore mensili a una tariffa oraria di 5-7 euro. «Il giudice andrà direttamente nel merito della questione con udienza il 16 dicembre» ha rivelato ieri Chieti. Il Tribunale insomma non ha ordinato al Team Marche di accordare al Team Osimo le 400 ore richieste, anche perché attualmente sarebbero ore vuote, senza più atleti, visto che la società di Chieti non ha più tesserati. 

Ma per l’imprenditore che per sette anni ha gestito la piscina e che questa estate ha perso il bando comunale «è un cane che si morde la coda, perché noi avevamo chiesto spazi acqua ad agosto per continuare le attività di nuoto, pallanuoto, sincronizzato e scuola nuoto, 400 ore mensili, ma a metà settembre Team Marche ce ne ha concesse solo 3 al giorno e quindi per forza i nostri tesserati sono andati altrove. Non ce l’abbiamo sentita di dover scegliere quale dei nostri settori salvare usando quelle striminzite 3 corsie giornaliere». Il presidente Chieti evidenzia poi che «nel bando di gestione che Team Marche ha vinto c’era scritto che dovevano destinare delle ore alla società osimana, la nostra, per garantire il proseguimento dell’attività, avevano presentato una offerta al bando assicurando questo ma poi non l’hanno mantenuto l’impegno, per questo abbiamo chiesto il provvedimento d’urgenza al Tribunale». 


In una delibera di giunta si legge che il Comune ritiene «necessaria la resistenza in giudizio per far valere le ragioni quale ente proprietario che ha affidato in concessione l’impianto alla Team Marche», affidando incarico ad un legale esterno per 2.857 euro. Ieri il sindaco Pugnaloni, che è assessore allo sport, ha spiegato che «per il Comune l’importante era garantire la continuità delle attività sportive a prescindere da quale società le proponesse. Il problema è stato il mancato accordo tra Team Marche e Team Osimo Nuoto, ma non potevamo intervenire su un bando la cui commissione ha premiato un progetto tecnico, che ha visto il nuovo gestore primeggiare». 
Tuttavia Pugnaloni si dice «sereno» sull’esito della vertenza e sul risarcimento dei danni che potrebbe essere avanzato, perché «nel bando non c’era un obbligo a destinare un tot di ore alla società osimana ma una raccomandazione a favorire la continuità delle attività degli atleti, il fatto è che Chieti ha chiesto 400 ore quando, come ha evidenziato già il giudice, non ha sufficienti tesserati e senza un adeguato progetto tecnico. Speravamo in un confronto ma ha sempre mandato avanti i legali».

 

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