Moldavi si fingono rumeni per entrare liberamente in Italia: due arrestati con documenti falsi

Venerdì 22 Gennaio 2021 di Giacomo Quattrini
Osimo, moldavi si fingono rumeni per entrare liberamente in Italia: due arrestati con documenti falsi

OSIMO - Da una sanzione della polizia locale per utilizzo di una patente moldava non convertita in italiana, è scattata un’indagine del commissariato di polizia di Osimo che ha portato, l’altro ieri, ad un doppio arresto per documenti contraffatti.

Un modus operandi collaudato: cittadini della Moldavia che grazie ad accordi bilaterali con la Romania hanno la doppia cittadinanza, che consente di entrare nell’Unione Europea come romeni.

 

Solo che la circostanza coinvolge perlopiù moldavi che vivono al confine con la Romania mentre altri, come quello fermato dalla polizia locale, utilizzano un documento rumeno falso, con cui non solo entrare in Italia ma ottenere anche documenti italiani impropri.

L’uomo di 35 anni era stato fermato mesi fa dalla polizia locale che gli aveva ritirato la patente moldava non convertita. I suoi documenti vennero segnalati alla Questura la quale scoprì che erano pure falsi. Da qui il commissariato ha avviato un’inchiesta per ricercare l’uomo residente tra Osimo e Loreto per l’espulsione dal territorio nazionale, senza rintracciarlo. Ma dalle indagini gli agenti del commissario Stefano Bortone hanno individuato altri due connazionali di 41 e 37 anni, operai edili precari ma incensurati, che vivevano con lui in una palazzina di via Flaminia. Dai controlli è emerso che anche loro avevano documenti di cittadinanza romena falsi e dunque, da moldavi, si trovavano sul territorio italiano in posizione irregolare. Fondamentale il contributo degli esperti di falso documentale del Gabinetto regionale di Polizia scientifica di Ancona, che dopo accertamenti tecnici hanno stabilito, per una serie di particolari e per la modalità di stampa, che entrambe le carte d’identità erano contraffatte. Il possesso di un documento falso valido per l’espatrio comporta l’arresto in flagranza. Dopo la convalida, il giudice ha disposto l’espulsione dall’Italia in sostituzione alla pena patteggiata di un anno e 4 mesi di reclusione. In attesa del volo, entrambi hanno obbligo di dimora nella casa di Osimo e di firma in commissariato.

 

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