Se ne va Luciano Almiento, il capitano dei mille arresti: «Quanti giovani salvati dalla droga»

Sabato 2 Ottobre 2021
Se ne va Luciano Almiento, il capitano dei mille arresti: «Quanti giovani salvati dalla droga»

OSIMO  - Domani sarà l’ultimo giorno di servizio del capitano Luciano Almiento, comandante da 11 anni del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Osimo. Lunedì riconsegnerà tesserino e arma, poi il meritato riposo con possibilità di richiamata militare in caso di necessità urgente, fino ai 70 anni, quando scatterà il congedo per legge.

 

Almiento, originario di Brindisi, vive da tanti anni a Montefano dove era comandante della stazione dei carabinieri prima della promozione al Norm di Osimo, che ha guidato con risultati che l’hanno reso noto e stimato in tutta la Regione. Si perde infatti il conto delle operazioni chiuse dai carabinieri osimani fuori provincia dopo indagini avviate per reati commessi in Valmusone. E alla vigilia del suo ultimo giorno di lavoro il capitano ripercorre le operazioni più significative ma lancia anche appelli a cittadini e istituzioni.

«La piaga peggiore in questo momento in zona – ammette Almiento - è quella della droga e dell’abuso di alcol, da qui si spiegano anche i tanti episodi legati a baby gang e atti vandalici. Ad esempio a Osimo si discute ora della movida, ben venga ma non con queste modalità. La mancanza di rispetto e di educazione civica da parte di tanti giovani è un problema sottovalutato su tutti i livelli, dalle istituzioni alle famiglie. Mi è capitato troppo spesso di assistere a genitori che a prescindere difendono i figli, mentre per prevenire le devianze va evidenziato quando sbagliano».

Nella sua lunga carriera, la maggior parte trascorsa in caserme marchigiane, Almiento ha compiuto mille arresti, ben 18 solo nell’ultimo trimestre, di cui due molto significativi: il capobanda degli abbracci agli anziani per sfilare loro i gioielli e uno degli autori principali dei furti nelle zone industriali. La sua prima operazione nel 2010, appena arrivato a Osimo, fu antidroga: «Scoprimmo un giro di spaccio nel distributore di benzina di Padiglione, abbiamo salvato tanti giovani dall’eroina, molti di loro sono ancora vivi grazie a quella indagine» rammenta Almiento.

L’operazione più complicata è stata invece quella sulla banda che faceva saltare i bancomat con arresti avvenuti dopo lunghe trasferte a Foggia e Brindisi. «Quella più pericolosa – rivela - l’ho fatta quando stavo a Montefano. Avviai una indagine per un furto che ci portò ad arrivare a Pescara e, durante un arresto in flagrante, i ladri investirono un nostro collega, fummo costretti a sparare per fermarli».

E come dimenticare poi il giro di arresti avvenuti a inizio anni Duemila che videro protagonisti decine di persone benestanti della Valmusone per atti sessuali su minorenni e favoreggiamento della prostituzione, con condanna anche per l’allora parroco di Montefano. A sostituirlo come comandante del Norm in sede vacante sarà il luogotenente Giuseppe Esposto. «Un consiglio? Lavorare credendo in quello che si fa – dice Almiento - e restando poco dietro la scrivania». Poi i ringraziamenti a tutti i colleghi e una stoccata alle istituzioni locali: «Troppo spesso ci danno per scontati, qualche premiazione ogni tanto non basta, così come bisogna aumentare la collaborazione da parte dei cittadini»

© RIPRODUZIONE RISERVATA