Osimo: due casi di scabbia alla casa di riposo Grimani-Buttari, reparto ripulito

Osimo: due casi di scabbia alla casa di riposo Grimani-Buttari, reparto ripulito
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Venerdì 25 Ottobre 2019, 04:20
OSIMO - Mobilitazione alla casa di riposo Grimani Buttari di San Sabino. Il personale socio-sanitario e la direzione sono impegnati in queste settimane a risolvere un doppio caso di scabbia che si è diffusa in uno dei reparti della Fondazione con sede in via Flaminia II. È stato un degente arrivato a fine agosto da un’altra casa di riposo ad aver portato al Buttari l’acaro della scabbia, che non risultava nella cartella di dimissioni. 

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In pochi giorni tutti gli accertamenti richiesti dal personale del Buttari ha rilevato che quella dermatite emersa al ricovero era in realtà una particolare forma di scabbia che andava trattata con la massima precauzione. Fortunatamente l’infestazione è stata tamponata e l’acaro ha colpito solo un altro paziente oltre a quello portatore. Il messaggio che lancia in queste ore il presidente della Fondazione Grimani Buttari, Fabio Cecconi, è quello di una situazione sotto controllo: «Abbiamo avviato –ha detto ieri - tutta la profilassi necessaria, il nostro personale si sta facendo in quattro da giorni per ripulire tutto il reparto ed evitare i contagi, anche per questo la contaminazione arrivata da una struttura esterna tramite un nuovo degente ha creato al momento solo due casi di scabbia, che ovviamente stiamo tenendo sotto cura fin dal principio». 

Cecconi ha poi spiegato che la profilassi prevista per legge ha coinvolto non solo i pazienti ricoverati nello stesso reparto, ma anche tutto il personale che ci lavora e i familiari che lo hanno frequentato da fine agosto: «In questo modo –ha detto- si è evitato di far uscire l’acaro e farlo contrarre a nostri dipendenti o famigliari dei pazienti. Purtroppo sono situazioni che quando capitano non sono mai nostra responsabilità diretta». 

In effetti anche a dicembre scorso, quando la scabbia colpì alcuni ospiti della casa di riposo Recanatesi, l’acaro venne portato da un nuovo degente arrivato da un ricovero in altra struttura sanitaria, con la malattia che evidentemente era ancora agli albori e non fu diagnostica nell’immediato. In quel caso dopo la quarantena la situazione tornò alla normalità, come attendono che accada ora al Buttari.
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