Il direttore generale Castiglione lascia Astea Energia: le dimissioni dopo la maxi truffa

Domenica 16 Maggio 2021 di Giacomo Quattrini
Il direttore generale Castiglione lascia Astea Energia: le dimissioni dopo la maxi truffa

OSIMO  - Alla fine si è dimesso da Astea Energia. Ha preferito evitare strappi traumatici e uscire dignitosamente Luciano Castiglione, il 52enne ormai ex direttore generale della società energetica con sede in via Guazzatore che, due mesi fa, era finito al centro di una truffa internazionale per la quale ci sono indagini in corso da parte dell’Interpol. 

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Castiglione, originario di Caltanissetta ma da anni trasferitosi a Osimo, nel 2014 si era candidato nella lista del Pd per le elezioni amministrative poi vinte dal centrosinistra. Dal 2017, dopo un paio di anni da amministratore di Dea, la società di distribuzione elettrica del Gruppo Astea, è dipendente di Astea Energia, la società di vendita di gas e luce di cui Astea ha ceduto tre anni fa alla Sgr Rimini il 74% delle quote, mantenendo pubblico solo il pacchetto di minoranza. In veste di direttore generale prima, di direttore commerciale poi, Castiglione a metà marzo aveva dato l’ok all’invio di un bonifico da 600mila euro ad un intermediario che avrebbe proposto l’acquisizione di una società ungherese che si sarebbe occupata sempre di vendita di luce e gas.

Solo che quella commissione saldata per una trattativa presentata dall’intermediario a Castiglione come urgente e dal massimo riserbo, pur di farla chiudere il prima possibile, era in realtà inesistente. E il direttore di Astea Energia poco dopo aver dato per iscritto il via libera all’ufficio contabilità di bonificare i 600mila euro, si sarebbe reso conto che qualcosa non andava in quell’affare. 


Solo a quel punto avrebbe chiamato la sede principale di Astea Energia, quella della società capofila di Rimini, e dai vertici di Sgr era arrivata subito la smentita: non c’era alcuna commissione da pagare a quel famigerato intermediario. Da lì la denuncia ai carabinieri di Osimo, che nei giorni successivi sequestrarono materiale informatico e documenti dagli uffici di Castiglione, un blitz che non passò inosservato e che fece scoppiare il caso fuori dalle mura di via Guazzatore. 


A quanto pare le rogatorie internazionali e il lavoro dell’Interpol avrebbero consentito di accertare anche l’identità del finto intermediario che si sarebbe intascato 600mila euro come parcella per chiudere l’acquisizione di una società di luce e gas ungherese, beffando il direttore Castiglione. Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Astea, Fabio Marchetti, in rappresentanza del socio di minoranza di Astea Energia, sollecitato dalle opposizioni aveva ribadito che si era trattata di una frode internazionale di cui la società osimana era stata una delle tante vittime, ma ammettendo che «ci sono stati degli errori nel non seguire le procedure previste per acquisizioni simili».


Proprio per questo motivo Castiglione, che non ha mai voluto chiarire pubblicamente la vicenda, ha deciso di dimettersi ed evitare un braccio di ferro col datore di lavoro che, anche involontariamente, aveva danneggiato. E dire che il suo curriculum da manager è di tutto rispetto. Laureato in farmacia, ha lavorato nell’area manager per il centro Italia alla A.Di.Var Spa del Gruppo Angelini fino al 2001, poi per Edison Energia fino al 2014, quindi due anni in Roma Gas & Power, poi in Dea e infine Astea Energia. La quale, anche per via delle indagini che sarebbero a buon punto, si dice ottimista sul recupero dei 600mila euro bonificati da Castiglione al truffatore seriale.

 

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