Il sindaco ha deciso: scuole aperte. Ma scoppia la polemica: «Tanti alunni a casa»

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Giacomo Quattrini
Il sindaco ha deciso: scuole aperte. Ma scoppia la polemica: «Tanti alunni a casa»

OSIMO  - Osimo non chiude le scuole. La situazione attuale non lo necessita. Nonostante le polemiche sui social con richieste in senso contrario e le 4 classi finite in quarantena da lunedì alla Bruno da Osimo, l’amministrazione Pugnaloni ritiene che non ci siano gli estremi per far chiudere interi plessi. E facendo un rapido consulto coi dirigenti scolastici dei tre Istituti comprensivi cittadini emerge che ad oggi sono in quarantena 12 classi su oltre 150 tra materne, elementare e medie di Osimo. 

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Un dato rassicurante, al netto di situazioni che sono flessibili. Basti pensare alla elementare Bruno da Osimo di via Santa Lucia. Qui i contagi sarebbero solo due al momento ed entrambi riferiti al personale, il che ha spinto dirigente scolastico ed Asur a mandare in quarantena le 4 classi che erano state più a contatto con i positivi. Tra due settimane, finita la quarantena, gli alunni faranno il tampone prima di rientrare a scuola, dunque è pacifico che per ora non sappiamo se i due positivi alla Bruno da Osimo abbiano effettivamente avviato una catena di contagi. Lo sapremo solo tra due settimane al loro rientro, oppure se nel frattempo gli scolari avranno sintomi tali da anticipare il tampone o, infine, se le famiglie in via precauzionale e faranno i test da soli e non su indicazione della Asur.

Resta il fatto che il dirigente dell’Istituto Bruno da Osimo, Mario Mattioli, assicura che «stiamo monitorando attentamente la situazione ma non c’è allarmismo, i contagi sono extrascolastici e limitati al personale». Mattioli rivela che l’istituto, oltre alle 4 classi di via Santa Lucia, ne ha altre 3 in quarantena già da giorni a Osimo Stazione, due alla scuola elementare e una alla media. In sostanza in isolamento ci sono 7 classi su 50 tra elementari e medie del Bruno da Osimo. All’Istituto comprensivo Trillini invece le classi in quarantena sono ad oggi 4, dislocate su plessi diversi e su un totale di 60 tra le varie sedi, dunque una percentuale ritenuta ancora sotto controllo.

«Il sindaco o le autorità preposte –commenta la dirigente del Trillini Rosanna Catozzo- potrebbe anche decidere di chiudere le scuole in via precauzionale visto quello che succede in comuni limitrofi ma se poi restano aperti altri contesti diventa complicata la gestione per le famiglie. Al momento i contagi sono molto limitati da noi e quindi è importante mantenere gli alunni in classe, ma a decidere è il sindaco con il Dipartimento di prevenzione». Semmai difficoltà la Catozzo la segnala quando i contagi avvengono alle materne: «Ci è capitato a San Paterniano che una sezione sia andata in isolamento e questo ha coinvolto anche le collaboratrici scolastiche, con problemi a organizzare il lavoro non trovando sostituti». Come la Catozzo, anche il dirigente dell’Istituto comprensivo Caio G.Cesare, Fabio Radicioni, che ha una sola classe in quarantena (all’omonima scuola media di piazzale Bellini), ritiene che «la situazione è sotto controllo e se rimane tale non c’è bisogno di provvedimenti più restrittivi come a Loreto e Castelfidardo». 


Tuttavia le minoranze attaccano l’amministrazione Pugnaloni. Per le Liste civiche «ci sono tantissime classi in quarantena, come fa il sindaco a dire che solo 20 sono gli under18 contagiati? Serve prudenza e più attenzione». Secondo la capogruppo civica Monica Bordoni «il Comune deve aumentare i controlli anziché dare il senso di rilassatezza, perché il cittadino che già pecca da solo si sente così anche più libero. Multare i giovani in piazza non è significativo, manca prevenzione».

 

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