Alunno contagiato, classe in quarantena. Tre bimbi respinti a scuola per la febbre. E un pediatra protesta

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Giacomo Quattrini
Alunno contagiato, classe in quarantena. Tre bimbi respinti a scuola per la febbre. E un pediatra protesta

OSIMO Una classe di prima media della Caio Giulio Cesare è finita in quarantena da sabato. La notizia si è diffusa ieri dopo la pubblicazione, lunedì sera, della circolare firmata dal dirigente dell’Istituto comprensivo Caio G.Cesare, Fabio Radicioni. E scatta l'allarme coronavirus. 


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Il provvedimento firmato dal Servizio di prevenzione territoriale della Asur si è reso necessario dopo che, venerdì scorso, uno scolaro di 11 anni è risultato positivo al Covid. Come previsto dal protocollo ministeriale per gestire le lezioni in presenza evitando focolai da coronavirus, la Asur ha mandato in quarantena i compagni dell’alunno e i professori con i quali era venuto a contatto nei giorni precedenti.

In isolamento
In tutto sono circa 30 le persone in isolamento forzato, di cui 8 docenti, il cui periodo di quarantena si differenzia in base al giorno in cui han svolto lezione nella classe dell’alunno positivo. Che a quanto pare avrebbe sintomi lievi mentre tutti gli altri sarebbero asintomatici.

Il protocollo
«Abbiamo rispettato il protocollo anti-Covid applicando tutte le precauzioni del caso -ha commentato ieri il preside Radicioni-, non possiamo dare notizie sui sintomi ma posso assicurare tutte le famiglie delle altre classi che il nostro Istituto è attrezzato per proseguire l’attività didattica con serenità e in sicurezza, pur in un contesto oggettivamente complesso». Riguardo al suo alunno positivo che ha mandato in quarantena una intera classe e 8 docenti, Radicioni per motivi di privacy si limita a dire che «aveva frequentato le lezioni con regolarità fino a quando non sono emersi i primi sintomi».
La vicenda emersa ieri della scuola media Caio G.Cesare di piazzale Bellini è la prima in tutta la Valmusone, ma in provincia sono già diversi i casi di classi in quarantena. Le Liste civiche però vanno comunque all’attacco dell’amministrazione comunale, chiedendo di «fare chiarezza sulle metodologie ed il rispetto delle norme in campo per evitare i contagi» perché aggiungono i civici «se è vero che la classe è stata isolata è pur vero che gli stessi docenti hanno girato anche per altre classi che ad oggi svolgono regolarmene le lezioni, con inevitabili conseguenze su compagni, docenti e famiglie».
Per le Liste latiniane oltretutto «l’attenzione ai banchi non è un fattore secondario se pensiamo che, proprio dove il virus è presente, si utilizzano quelli a doppio posto», perché quelli singoli a Osimo devono ancora essere consegnati dal ministero. Proprio ieri il pediatra osimano Giuseppe Cicione ha pubblicato sul proprio profilo Facebook una missiva inviata ad una scuola cittadina per sollecitare l’ammissione di tre suoi bambini mutuati che erano stati respinti per temperatura corporea troppo alta rilevata all’ingresso. 

La lettera
Nella lettera inviata ieri il dottore certificava che «i tre pargoli allontanati da scuola per febbrone misurato con termoscanner a 37,4° hanno poi effettuato a domicilio la misurazione della temperatura col termoscanner della nonna il cui risultato è 36,4». Cicione poi, forse cercando di sdrammatizzare, consiglia tra il serio e il faceto il «rientro a scuola di corsa col termometro al seguito, un regalo per i bambini e il rimborso spesa della benzina per i genitori che hanno abbandonato il posto di lavoro per recuperare la prole». Il suo post con tanto di lettera inviata alla scuola è poi diventato virale ieri nelle pagine social, con il plauso di decine di genitori.

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Ultimo aggiornamento: 08:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA