Cento moto, corteo in centro e la musica del cuore: l’ultimo viaggio di Perpè è un rito

Giovedì 29 Luglio 2021 di Giacomo Quattrini
Cento moto, corteo in centro e la musica del cuore: l ultimo viaggio di Perpè è un rito

OSIMO  - Tutti in piazza a rendergli omaggio. E’ stato un susseguirsi di colori, musica e rombo di motori l’ultimo saluto a Moreno Frontalini, il 68enne morto giovedì scorso in un incidente stradale a Osimo Stazione, quando la sua Harley Davidson è stata travolta lungo la Ss16 da una Golf guidata da un 83enne anche lui osimano, indagato ora per omicidio stradale.

 

La città già da martedì era tappezzata di striscioni e manifesti per salutare Moreno, per tutti Perpè, dal nome del forno di famiglia di via Strigola, una delle attività più vecchie di Osimo, con oltre un secolo di storia e passato da generazione in generazione, da un anno gestito dalla moglie Tiziana e i figli Miki e Marco. 
Biker vero, amante dell’Harley, con tanto di viaggio nel mitico museo di Milwaukee, Perpé è stato scortato ieri da oltre cento moto lungo il tragitto dalla casa funeraria Vigiani di San Biagio ad Osimo.


Davanti al carro funebre il figlio maggiore Miki rigorosamente in moto, dietro la Jeep con il resto della famiglia e poi tantissimi biker in sella a magnifiche Harley ma anche a semplici scooter o vecchie vespe. Un mondo di centauri poliedrico come lo era Perpé. Che alla passione per la moto coniugava quella per la filatelia e la numismatica. Il lungo torpedone di motociclisti hanno accompagnato dalle 11 il carro funebre lungo le vie della città che Moreno tanto amava, di cui era uno degli ultimi simboli dell’osimanità. Salito per il Guazzatore, è passato per la sua San Marco facendo tappa davanti al garage al piano terra del grattacielo di via Leopardi, trasformato da Moreno in un piccolo museo di storia dell’Harley e del motoclub Ss16. 


Lì il rumore forte dei motori fatto partire da oltre cento centauri ha squarciato il silenzio del dolore del suo quartiere, dove abitava e lavorava da sempre. Il corteo è poi proseguito scendendo per via Cinque Torri, il Crocifisso, per raggiungere il centro passando per il Borgo e via Cialdini. Ad accoglierlo in piazza del Comune almeno un migliaio di amici e semplici concittadini che lo avevano amato e conosciuto e che gli hanno tributato un lungo applauso. Tra loro anche il furgone dell’autoclub Luigi Fagioli con un grande poster per salutarlo. Per circa mezzora la piazza si è paralizzata, inondata da affetto e commozione, con il classico saluto dei motociclisti e, di nuovo, il rombo forte dei motori per onorarlo. «Lo avete fatto felice ancora una volta» ha detto la moglie Tiziana a chi ha accompagnato l’amato marito nel suo ultimo viaggio. Sullo sfondo le note di “Born to be wild” dei Steppenwolf, colonna sonora di Easy Rider, il mondo che Perpé amava tanto. La stessa musica rock che ascoltava a palla nel garage museo e che pure martedì la famiglia aveva voluto nella camera ardente. 

 

Ultimo aggiornamento: 08:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA