Nel terreno agricolo salta fuori un ordigno bellico: area transennata e scatta il piano per brillarlo

Martedì 28 Settembre 2021 di Giacomo Quattrini
Nel terreno agricolo salta fuori un ordigno bellico: area transennata e scatta il piano per brillarlo

OFFAGNA - Un ordigno bellico della seconda guerra mondiale è stato ritrovato sabato scorso sul Monte della Crescia, al confine tra Offagna e Osimo. La Prefettura ieri ha richiesto al Comando Forze Operative Nord un intervento urgente per la rimozione e il brillamento, predisponendo un piano anti incendio e chiedendo il calendario. In attesa che venga annunciata la data, i carabinieri della Compagnia di Osimo e gli artificieri del comando provinciale hanno già delimitato l’area mettendola in sicurezza.

 

Si tratta di un terreno agricolo di proprietà di Stefano Giuliodori, titolare con la famiglia del B&b La Collina Dorata di via d’Offagna. Una meravigliosa tenuta ai piedi del Monte della Crescia, dove i clienti trovano pace e relax. Ma 77 anni fa quella zona di campagna fu il teatro della battaglia decisiva per la Liberazione di Ancona. Il ritrovamento dell’ordigno non è infatti una novità su quell’altura tra Offagna, Santo Stefano e San Paterniano. «Già tre anni fa ne venne trovato un altro sempre della Seconda Guerra Mondiale –spiega Giuliodori- ma per fortuna come questa volta sempre a oltre 200 metri dalla nostra casa, in un bellissimo boschetto, stavo passeggiando lì quando l’ho trovato sabato scorso». 

Il pericolo

Giuliodori ha fatto subito intervenire i carabinieri della Stazione di Offagna, che hanno rilevato un proietto di artiglieri a caricamento esplosivo del calibro di 88 millimetri, verosimilmente di origini inglesi con una lunghezza complessiva di 42 centimetri. Ancora carico di esplosivo e completo di spoletta, per questo ritenuto pericoloso, l’ordigno è in pessimo stato di conservazione, ossidato, privo di segni identificativi che possa permetterne una catalogazione. Per la sua rimozione sono stati avvisati il sindaco di Offagna e la Croce Rossa per avere una postazione di assistenza con personale sanitario e la salvaguardia dell’area. La zona interessata ha una grande valenza storico culturale. Non è un caso che il Museo della Liberazione di Ancona è allestito proprio ad Offagna, perché la conquista del Monte della Crescia (nelle operazioni militari definito quota 360), strategico per la presa del porto dorico, originò una sanguinosa battaglia, la più cruenta dopo quella di Montecassino per l’esercito polacco che operava in zona. E’ tra Osimo ed Offagna che si consumò infatti la Battaglia di Ancona all’inizio del luglio 1944, quando i soldati del secondo Corpo polacco attaccarono le difese tedesche lungo il fiume Musone. Il 4 luglio i polacchi entrano a Castelfidardo, il 6 ad Osimo mentre il 9 i soldati del Corpo Italiano di Liberazione cacciano i tedeschi da Filottrano. Il 17 scatta la seconda fase della battaglia: i polacchi, dopo furiosi combattimenti, conquistano l’altura strategica del Monte della Crescia e si attestano tra Polverigi ed Agugliano. 

Il volume

La storia è stata recentemente ripercorsa dal professor Carlo Gobbi nel suo libro “Quota 360. Il Monte della Crescia. Diario di guerra 1940-1945 e del fronte di Don Fulvio Badaloni, parroco di San Paterniano”. Lo scorso luglio la figlia dell’allora generale Anders che guidò le truppe polacche, Anna Maria Anders oggi ambasciatrice di Polonia in Italia, è stata proprio a San Paterniano e Offagna in occasione del 77esimo anniversario di quella drammatica battaglia.

 

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