Anziani positivi e infermieri in uscita: doppia emergenza nelle case di riposo

Venerdì 19 Febbraio 2021 di Giacomo Quattrini
Anziani positivi e infermieri in uscita: doppia emergenza nelle case di riposo

OSIMO  - Un doppio fronte di guerra per le case di riposo della Valmusone. All’estendersi dei focolai da Covid, si aggiunge infatti la carenza di personale. E a mancanza di infermieri ed operatori socio sanitari non è dovuta solo alle quarantene che hanno colpito molti di loro, ma anche ai bandi di concorso svolti di recente dalla Asur e che spingono molti a trasferirsi negli ospedali con contratti a tempo indeterminato, lasciando dunque il lavoro nelle Rsa, che a volte è anche più pesante fisicamente. 

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A lanciare l’allarme ieri è stata la Fondazione Ceci che gestisce la casa di riposo di Camerano, dove ora c’è il maggiore focolaio della Valmusone. Con coraggio, trasparenza ma anche disperazione, il Ceci ha usato la propria pagina Facebook per rivelare che «il contagio non si arresta» e che dopo i nuovi tamponi svolti a ospiti e personale «siamo arrivati a quota 78 positivi» mentre «i ricoverati in ospedale sono saliti a 8», ma perlomeno oggi «saranno finalmente somministrati i vaccini agli ospiti ed agli operatori ancora negativi».


Oltre ai 78 anziani contagiati, si contano poi 22 infettati tra il personale, il che spinge il Ceci a lanciare un appello social: «Siamo alla ricerca disperata di nuovi infermieri e di nuovi oss, chi è interessato chiami il numero 0717303441». Il focolaio al Ceci di Camerano ha superato ora quello del Recanatesi di San Sabino. Qui l’apice si è toccato a inizio febbraio, quando erano 85 gli anziani positivi più una trentina fra infermieri e oss. Ora invece siamo scesi a 63 ospiti infettati, ma con 10 decessi registrati da inizio focolaio. E tra gli anziani positivi, ce ne sono una dozzina ricoverati in ospedale in condizioni preoccupanti.


Al contrario invece i 6 infermieri su 8 che erano in quarantena sono rientrati, mentre tra gli oss in 19 sono ancora a casa, oltre 50 invece lavorano. A rischiare di prendere la stessa piega del focolaio divampato in breve tempo è anche il Grimani Buttari di San Sabino. Ieri altri due ospiti sono risultati positivi, facendo salire il conto totale a 9, di cui 5 operatori sanitari. «Per fortuna –spiega il presidente Fabio Cecconi- i contagi sono esplosi in un reparto Rsa che sta su un unico piano e dove abbiamo definito il personale per non alternarlo in altre residenze, così possiamo limitare meglio il virus, abbiamo bloccato già le visite».

Anche al Buttari come al Ceci c’è carenza di personale, ma il presidente imputa questo problema ai concorsi Asur che rischiano di portargli via dipendenti. «Abbiamo 2 infermieri che il 10 marzo escono ed altri 3 che sono nella graduatoria Asur con punteggi diversi. Il rischio è di perderne 5 su 18 in servizio». Per gli oss invece «sono una ventina quelli che hanno partecipato a concorsi sui 114 che abbiamo». Intanto le vaccinazioni stanno partendo anche al Mordini di Castelfidardo.

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