Truccano il testamento della zia
Due nipoti condannate a un anno

Truccano il testamento
della zia: due nipoti
condannate a un anno
NUMANA - Avrebbero redatto un falso testamento per impadronirsi del patrimonio della zia 93enne. Tra i beni acquisiti, secondo la procura in maniera del tutto illecita, c’erano anche 300 mila euro e un villino a Numana, residenza della vecchietta. 

A quattro anni dalla pubblicazione dello scritto davanti a un notaio, è arrivata la sentenza di condanna per due sorelle, 59 e 55 anni, nipoti dell’anziana defunta, ritenute dal tribunale le autrici di un inganno che aveva portato nelle loro tasche tutto il tesoretto dell’anziana zia. Per entrambe, è stata stabilita una pena di un anno di reclusione. Tutte e due erano state portate sul banco degli imputati con la duplice accusa di circonvenzione di incapace e falsità in testamento olografo. Il giudice ha riconosciuto solo quest’ultimo reato, una volta appreso – grazie a diverse perizia calligrafiche – la non autenticità delle ultime volontà apparentemente scritte dalla 93enne. Nel procedimento si era costituita parte civile, tramite l’avvocato Anna Maria Ragaini, una coppia di pensionati che risiedeva non molto lontano dall’abitazione numanese dell’ultranovantenne e che avrebbe aiutato l’anziana durante gli ultimi anni della sua vita, prendendosi cura di lei e supportandola nelle faccende di tutti i giorni. Proprio la vicina, a cui il giudice ha riconosciuto un risarcimento danni di 30 mila euro, era stata scelta dall’anziana per essere la beneficiaria dei suoi beni.

Almeno questo era stato scritto nel testamento redatto nel 2007, per la procura l’unico da considerare originale e firmato dalla 93enne nel 2009. La copia, quella riconosciuta dal tribunale come apocrifa, era stata pubblicata davanti a un notaio di Castelfidardo il 13 giugno 2013. Il giorno dopo, la vecchietta era morta. Un mese prima si era fratturata un braccio dopo essere caduta rovinosamente. Secondo la procura, quelle condizioni di salute così precarie – anche da un punto di vista psichico - non le avrebbero mai permesso di scrivere e firmare un testamento olografo. Tra l’altro, i rapporti tra le parti – secondo quando emerso in udienza – non sarebbero stati ottimali, soprattutto dopo un periodo che aveva portato il terzetto a convivere insieme, a Cemerano, in un immobile di proprietà della 93enne. 
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Gioved├Č 12 Ottobre 2017, 05:35 - Ultimo aggiornamento: 12-10-2017 05:35

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