Fermata la distribuzione nei ristoranti: il mosciolo di Portonovo va fuori menù. «Va tutelato il presidio Slow Food»

Fermata la distribuzione nei ristoranti: il mosciolo di Portonovo va fuori menù. «Va tutelato il presidio Slow Food»
Fermata la distribuzione nei ristoranti: il mosciolo di Portonovo va fuori menù. «Va tutelato il presidio Slow Food»
di Roberto Senigalliesi
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Giovedì 25 Agosto 2022, 02:35 - Ultimo aggiornamento: 14:13

ANCONA - La decisione era nell’aria da giorni, ora è ufficiale. A Ferragosto all’ultimo momento c’era stato un blitz con il mare mosso dello storico pescatore Massimo Mengarelli (le altre due barche hanno smesso in questi giorni di pescare) per rifornire i ristoranti. Da oggi la Cooperativa Pescatori di Portonovo, in accordo con Slow Food Ancona e Conero, smetterà di portare il mosciolo selvatico di Portonovo ai canali della ristorazione e dell’ingrosso, mentre continuerà la vendita al pubblico nei punti di Portonovo, Numana ed Osimo.

Una decisione, recita una nota, «presa per salvaguardare il rinomato Presìdio Slow Food, i cui presupposti si basano sulla sostenibilità dell’attività di pesca che deve essere in sintonia con l’ambiente». 


L’obiettivo


Ed ancora. «Il mosciolo selvatico è un mitile naturale, soggetto a variazioni stagionali quantitative e qualitative, che risente principalmente delle condizioni climatiche, come la temperatura media dell’acqua in continuo aumento e la quantità delle precipitazioni atmosferiche mai come quest’anno scarse. Una situazione di criticità già evidenziata a maggio, all’inizio della stagione di raccolta». Con questi presupposti, nell’ottica di salvaguardare la pesca per il prossimo anno e non potendo assicurare le crescenti quantità richieste dai ristoranti, è arrivato l’alt. L’obiettivo, ribadiscono Cooperativa Pescatori e Slow Food, è «garantire il futuro al mitile di Portonovo, pur nella consapevolezza delle difficoltà che dovranno affrontare i ristoratori, sperando che vengano comprese queste motivazioni, soprattutto da chiunque svolga attività di pesca». In quest’ottica Slow Food e Cooperativa Pescatori si impegnano ad interrompere la pesca prima di ottobre, come previsto, monitorando la situazione.


Le reazioni


I ristoratori della baia che ne pensano?. «Sono d’accordo con questa decisione – afferma Simone Baleani chef del Molo – perché è presa per salvaguardare il futuro. La Cooperativa è una parte della nostra comunità e so quali sacrifici i pescatori compiono per portare a riva il prodotto. Quest’anno si è verificata una situazione complicata e non era possibile fare altrimenti. Per quanto ci riguarda cambieremo qualcosa nel menù, magari approvvigionandoci delle cozze dall’allevamento Nicolini, al largo di Numana, che comunque sono sempre delle nostre parti, comunicandoli ai nostri clienti». «Prima daremo fondo alle riserve di sugo rimaste – afferma Ezio Giacchetti dell’omonimo ristorante – e poi ci adegueremo a questa decisione che personalmente comprendo se vista nell’ottica di salvaguardare l’eccellenza del mosciolo di Portonovo». Infine Maurizio Mantini di Pesci Fuor D’Acqua. « Anche noi provvederemo in maniera diversa ed aggiorneremo i nostri menù. E’ una decisione inevitabile se vogliamo continuare a garantire l’unicità di questo prodotto».

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