Soccorsi inutili: è morto il falco
pescatore colpito da una fucilata

Giovedì 19 Settembre 2019
JESI - È morto il falco pescatore colpito da una fucilata nei pressi dell’Oasi di Ripa Bianca. A nulla sono valsi i soccorsi al Cras Marche, in provincia di Pesaro Urbino, dove i veterinari hanno cercato di salvarlo. Le condizioni del falco pescatore, rarissimo esemplare, sono subito apparse molto gravi: è stato colpito lateralmente da una rosa di pallini da caccia che gli hanno procurato la rottura di un’ala e gravi ferite ad un occhio. Fin dall’inizio, è stato subito chiaro agli specialisti che non sarebbe mai più potuto essere rilasciato in natura. Le Associazioni ambientaliste ed animaliste marchigiane avevano offerta «una ricompensa di mille euro a chiunque fornirà indicazioni utili a risalire all’autore di questo gesto. Al mare di critiche nei confronti dei cacciatori, subito dopo l’episodio, replica Ivo Amico, vicepresidente di Federcaccia Marche. «Anche noi - scrive in una nota - vogliamo sapere chi è chi ha sparato. Non sto qui a ribadire il distinguo (pure necessario) tra cacciatore e bracconiere, o delinquente che è più appropriato. Perché chi spara a questo magnifico rapace non lo fa per fame o per paura che artigli una gallina, ma per assecondare una incontrollabile pulsione viscerale. Chi ha cultura venatoria sa che la presenza del falco vale ben più di una Bandiera arancione, perché è indicatore di un ambiente ancora sano da salvaguardare. In tutte le attività umane c’è una componente “allergica” alle regole del vivere civile, ma non per questo la condanna può essere generalizzata. Di questi tempi - conclude Amico - i cacciatori responsabili sono bersaglio di virulente campagne anticaccia, spesso a prescindere e gratuitamente rancorose che producono solo veleni e falsità. Credo che tutti i cacciatori della Vallesina debbano contribuire a individuare e isolare l’autore dell’insano gesto che è agli antipodi dalla sana passione venatoria». © RIPRODUZIONE RISERVATA