Addio Maddalena Urbani, trovata morta a 21 anni la figlia del medico eroe della Sars. Arrestato il sospetto pusher

Domenica 28 Marzo 2021
Carlo e Maddalena Urbani ad Hanoi nel 2002

ROMA - Addio Maddalena, figlia di Carlo Urbani il medico-eroe che morì dopo aver contratto la Sars di cui, per primo, aveva isolato il virus e compreso il potenziale pandemico. Maddalena, 21 anni, è stata trovata morta a Roma, verosimilmente per overdose ieri alle 13.30 in casa di un siriano di 64 anni agli arresti domiciliari per  droga, in via Vibio Mariano 14, sulla Cassia. Era nella camera da letto. 

Sono subito scattate le indagini e la polizia ha arrestato il proprietario dello stabile, un uomo di 62 anni di nazionalità siriana, per detenzione di droga: l'uomo aveva subito chiamato i soccorsi, ma per Maddalena non c'è stato nulla da fare. Rimane da stabilire con certezza se sia stato lui a fornire alla ragazza la droga. Nella casa è stata rinvenuta e sequestrata una piccola quantità di eroina, ma sarà l'autopsia a stabilire le cause della morte della giovane. 

 

Come e quando la giovane sia realmente deceduta è una circostanza tutta ancora da chiarire. Il sospetto degli inquirenti, infatti, è che la ventunenne, arrivata a Roma da Perugia con un'amica, possa essere deceduta molto prima di quando quest'ultima abbia chiamato l'ambulanza: Maddalena, insomma, probabilmente poteva essere salvata.

 

Il B&B della droga

Una delle ipotesi al vaglio della polizia è che le stanze dell'appartamento al piano terra della palazzina venissero subaffittate come in una sorta di b&b dello stupefacente, dove pernotto ed eroina erano incluse in un'unica tariffa. Soprattutto di questi tempi quando il coprifuoco non permette di muoversi dopo le 22. Fino alla tarda serata di ieri gli agenti del commissariato Flaminio Nuovo insieme con i colleghi della Scientifica e della Squadra mobile, hanno perlustrato l'abitazione del siriano, ascoltato la sua testimonianza e quella di C., l'amica 23enne. Troppi gli elementi discordanti che non convincono gli investigatori. A partire dalla versione fornita. Ovvero che Maddalena si fosse sentita male intorno all'una mentre camminava in strada, proprio all'altezza del civico 14, e che nella concitazione lei e l'amica avessero bussato a casa del siriano che li ha fatti entrare per prestare loro aiuto.

Eppure l'abitazione dell'uomo, che deve scontare 6 mesi ai domiciliari, non è la prima che si trova all'interno del comprensorio, ma per raggiungerla bisogna andare in fondo al cortile. Gli investigatori sono convinti piuttosto che Maddalena e l'amica (con questa pare ci fosse anche il fidanzato) fossero in via Vibio Mariano già dal giorno precedente. Come alcuni commercianti di zona avrebbero anche confermato. In particolare le due amiche si sarebbero soffermate a chiacchierare con i ragazzi di una pizzeria di fronte alla palazzina intorno alle undici di venerdì sera. Possibile, allora, che la 21enne si sia sentita male diverse ore prima delle 13,30, magari nella notte, e nella fretta di fare sparire l'eventuale droga consumata in casa si sia perso tempo prezioso, optando di chiamare i soccorsi, oltretutto, dopo avere studiato una versione di comodo da fornire? Domande a cui gli investigatori stanno cercando di rispondere. Se così fosse sarebbe stato tardato l'utilizzo di un antidoto, come il naloxone o il narcan, per esempio, che vengono dati a chi va in overdose.

Sotto torchio il siriano che rischia la galera per il solo fatto di avere ospitato in casa persone nonostante gli arresti domiciliari. Non è escluso che possano scattare dei fermi per cessione di droga e morte in conseguenza di altro delitto. A chiarire la causa, le condizioni e l'orario esatto, della morte sarà l'autopsia. Quando i sanitari della ambulanza del 118 erano intervenuti, avevano subito notato delle stranezze nel racconto degli amici, decidendo di chiamare il 112. Nella zona della Cassia conosciuta come Tomba di Nerone l'appartamento dove si era fatto domiciliare per gli arresti il siriano, un tipo claudicante e da tutti conosciuto come lo zio,  vecchia conoscenza delle forze dell'ordine,  sarebbe ben noto. «Il via vai era continuo - dicono alcuni residenti - In quella palazzina giravano crack ed eroina. Alla fine ci ha rimesso quella ragazza».
 

Ultimo aggiornamento: 29 Marzo, 11:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA