Case inagibili e aziende bloccate: Sassoferrato e Genga in mezzo al guado

Case inagibili e aziende bloccate: Sassoferrato e Genga in mezzo al guado
Case inagibili e aziende bloccate: Sassoferrato e Genga in mezzo al guado
di Véronique Angeletti
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Giovedì 22 Settembre 2022, 02:25 - Ultimo aggiornamento: 10:07

SASSOFERRATO - Forze dell’ordine, protezione civile e volontari al lavoro per far ripartire Sassoferrato e Genga. A sassoferrato proseguono le verifiche dei vigili del fuoco dell’Unità di crisi e dell’ufficio tecnico. Finora sono inagibili il Mulino di Cafabbri, due case di via Decio Mure e le attività produttive di Monterosso Stazione (deve essere valutato l’impatto delle modifiche del tracciato del fiume Sanguerone) e “La Marchigiana”, il quartiere in via Cagli.

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Chiuso per un mese lo stabilimento della Ariston Group a Pianello, distrutto il Parco Avventura al Mulino di San Vittore e inondato il piano terra del ristorante “La Scaletta del Toscano”. 

I moduli

L’amministrazione di Sassoferrato nel frattempo ha già provveduto a rendere disponibili i moduli per la ricognizione dei danni subiti da parte delle imprese agricole, delle attività e della popolazione con un vademecum per l’immediato sostegno. Per il trasporto dei studenti non raggiungibili dagli scuolabus ha coinvolto la Croce Rossa di Sassoferrato. «Abbiamo volontari che tutti i giorni – spiega la presidente Tiziana Mancini – assicurano l’andata e ritorno di un gruppo di 6 studenti da Cabernardi con un nostro mezzo fino a Monterosso Alto e di un altro gruppo di 15 provenienti da varie parti del comprensorio, coinvolto dall’alluvione e dalla bomba d’acqua, con un mezzo prestato dalla Croce Rossa di Pesaro». 

La viabilità

Questo in attesa che sia più sicura la strada comunale di Camazzocchi in sostituzione alla Sp48 Cabernardi chiusa per voragini. Non c’è un km dei 250 km della rete comunale che non sia stata danneggiato dal maltempo. «Il supporto delle forze dell’ordine e dei volontari della Croce Rossa e della protezione civile fin dall’inizio è stato fondamentale – osserva la vicesindaca Lorena Varani - impegnandosi giorno e notte hanno dato supporto alla cittadinanza. Come encomiabile è il lavoro della macchina comunale». Nell’area stravolta dal fiume danni anche al capannone comunale, svuotato dal fiume. Scomparsi una decine di mezzi tra camion e furgoni, l’officina e tutti gli attrezzi. Dal trattorino ai decespugliatori, dalle motoseghe ai trapani. 
Anche Genga fa la conta con l’alluvione ma del Sentino gonfio delle acque del Sanguerone. Il fiume ha invaso anche qui il capannone municipale sotto al Bivio Pandolfi e distrutto tutto quello che custodiva lasciando il piccolo Comune senza mezzi operativi. 

I volontari

La violenza della corrente è stata tale che l’autoscala è stata ritrovata 1,5 km più lontano nell’alveo del fiume. Distrutto anche il Fiat Ulysse del Consorzio delle Grotte di Frasassi. «Stiamo cercando di riprendere l’operatività - commenta il sindaco di Genga, Marco Filipponi - aiutati dai volontari del gruppo comunale della protezione civile gengarino e il supporto di gruppi di altri comuni. Ma non è sufficiente. In questo momento di grande necessità, abbiamo bisogno che tutti diano un concreto aiuto. Chi volesse contribuire può recarsi al mattino presso il capannone comunale di Bivio Pandolfi. Un incaricato distribuirà tutti i compiti». 

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