Per la morte di Manuel a Malta ora indaga la Procura di Ancona

Sabato 21 Marzo 2020
Manuel Giovannelli

CORINALDO -  Avviata un’inchiesta dalla procura di Ancona sulla morte di Manuel Giovannelli, il 42enne di Corinaldo trovato senza vita a Malta. Giovedì si è svolta l’autopsia presso l’ospedale di Torrette e ieri la salma è rientrata a Corinaldo per la tumulazione. Il medico legale si è preso del tempo per fornire la relazione. L’obiettivo è quello di capire se il veterinario fosse morto prima di finire in mare o dopo. Dal certificato di morte, rilasciato dal medico di Malta, risulta il cranio fratturato a seguito di caduta dall’alto. La famiglia, convinta che qualcuno abbia ucciso Manuel, non crede a un gesto volontario o accidentale. Martedì Anna Grossi, la madre del veterinario, che viveva a Malta, ha sporto denuncia. «Abbiamo depositato la denuncia ai carabinieri- conferma l’avvocato Myriam Fugaro, legale della famiglia di Manuel Giovannelli - e subito dopo il giudice ha autorizzato l’autopsia che è stata eseguita giovedì. Ancora non conosciamo gli esiti».

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Due indagini parallele si svolgeranno per fare luce sulla morte del 42enne. Anche a Malta la procura ha aperto un’inchiesta all’indomani del ritrovamento del corpo senza vita del veterinario. La madre martedì ha scritto inoltre una lettera al ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, chiedendo il suo aiuto per la risoluzione del giallo. Sono numerose le contraddizioni emerse a partire da una riunione nella clinica veterinaria, dove secondo alcuni colleghi la mattina della scomparsa Manuel non si è presentato. Solo uno ha, invece, riferito che il veterinario aveva partecipato ed era avvilito. La famiglia si chiede chi abbia mentito e perché. Quel giorno, alle 7, Giovannelli aveva smontato dal turno notturno e alle 10 sarebbe dovuto tornare in clinica per la riunione, dove non è chiaro se ci fosse oppure no. Da allora di lui si sono perse le tracce. 

Il coinquilino ha confermato che quella mattina Manuel non è mai tornato a casa. Nessuno l’ha più visto però la notte successiva, quando risultava già scomparso, su Messenger era online. Si trattava proprio di Manuel? Se era lui dov’era? Perché non era più tornato a casa? Dubbi che tormentano i familiari. Il padrone di casa alla madre ha riferito dove era stata trovata l’auto del figlio, parlando al plurale. «L’hanno parcheggiata» ha detto, poi si è corretto dicendo di essersi espresso male. Sa qualcosa in più che non può o non vuole dire? Forse Manuel non era solo e qualcuno l’ha condotto in quel luogo, distante cinque chilometri da dove poi il suo corpo è stato trovato. I genitori e il fratello vogliono arrivare alla verità e confidano nella magistratura. «È stata aperta un’inchiesta dopo la nostra denuncia ai carabinieri - dichiara la madre - e speriamo che riescano a scoprire cosa è successo a mio figlio».

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