Dalle chat cancellate al sangue sul giubbino: il giallo di Andreea Rabciuc in mano ai consulenti

Lunedì 25 Aprile 2022 di Federica Serfilippi
Dalle hat cancellate al sangue sul giubbino: il giallo di Andreea Rabciuc in mano ai consulenti

MAIOLATI SPONTINI  - Andreea Rabciuc manca da casa da più di quaranta giorni e l’inchiesta sulla sua scomparsa sembra essere arrivata a una fase di stallo. Perché, di fatto e ad oggi, la 27enne di origine romena non è stata ancora rintracciata.

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Stando all’ipotesi della procura, la sparizione di Andreea sarebbe in qualche modo legata al suo fidanzato, il 43enne Simone Gresti, unico indagato (almeno finora) per sequestro di persona. 

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All’uomo sono stati sequestrati, tra le altre cose, dispositivi informatici e due giubbotti, tra cui quello indossato la notte, era il 12 marzo, della festa passata nella roulotte del casolare sulla Montecarottese. Su quell’indumento c’erano macchie di sangue che però Gresti giura sia il suo, perso durante un’aggressione in un bar. Il pm Bilotta ha incaricato un medico di accertare a chi appartengano quelle tracce ematiche. Opposta la visione difensiva, supportata dall’avvocato Emanuele Giuliani e dal team di investigatori coordinati dal dottor Andrea Ariola: la pista più seguita sarebbe quella di un allontanamento volontario della 27enne. A rafforzare tale tesi, la serie di presunti avvistamenti in giro per l’Italia di una ragazza che potrebbe essere proprio Andreea, capelli blu, piercing e tatuaggi ben visibili su gran parte del corpo. 


Le indagini difensive si sono proprio concentrate sulle segnalazioni arrivate soprattutto da Roma e Milano. La 27enne, ma questo itinerario è tutto da dimostrare, sarebbe stata prima nella Capitale e poi nel capoluogo lombardo. E da lì, è possibile che possa aver raggiunto un paese estero? La difesa non lo esclude, dato che Andreea aveva conoscenze fuori dall’Italia nel mondo della ristorazione, un settore in cui la romena aveva saltuariamente lavorato. Il pm Irene Bilotta, dall’altra parte, sta lavorando per supportare l’ipotesi accusatoria e cercare di dimostrare se e in quale misura il fidanzato Simone possa essere coinvolto nella scomparsa di Andreea. Si sa che i due, che si frequentavano ormai da mesi e che avevano preso ad abitare nella casa dei genitori di lui a Moie, avevano un rapporto turbolento, fatto di continui litigi (non violenti, ha sempre specificato il 43enne) e che lei nell’ultimo periodo aveva ripreso a sentire l’ex fidanzato Daniele.

Con quest’ultimo, tra l’altro, Andreea aveva scambiato dei messaggi fino a poco prima delle 22 dell’11 marzo. Il cellulare potrebbe essere la chiave del mistero: stando a quanto finora emerso da testimonianze e accertamenti, sarebbe stato spesso al centro delle discussioni tra Andreea, che faceva sempre il dispositivo tra le mani, e Simone. Al momento dell’abbandono della roulotte da parte della 27enne, il suo smartphone lo aveva in mano il fidanzato. Il 43enne ha dichiarato in varie trasmissioni televisive di voler chiamare, alle prime volontà di Andreea di lasciare il casale, la madre o il compagno di lei, per farla venire a prendere.


Ma poi, quando la 27enne si è allontanata, perché la chiamata non è stata poi fatta? La svolta potrebbe arrivare dagli accertamenti tecnici (affidati dalla procura all’analista Luca Russo) che si stanno effettuando sui dispositivi informatici, compresi smartphone di Simone e Andreea. Dovranno essere ricostruiti messaggi e chat, sia quelli in memoria che altri cancellati.

Ultimo aggiornamento: 09:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA