Mail trappola anche per il sindaco
«Occhio, è un virus o una truffa»

Mail trappola anche per il sindaco «Occhio, è un virus o una truffa»
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Giovedì 10 Ottobre 2019, 10:55

CASTELLEONE DI SUASA - «Sono in Costa d’Avorio e ho perso cellulare e contanti». L’email disperata recapitata ad alcuni contatti del sindaco Carlo Manfredi da un truffatore. La comunicazione prosegue chiedendo 500 euro. Martedì sera poco prima delle 23 è partite da un indirizzo di posta elettronica, a nome di Carlo Manfredi, delle email. 

 

L’oggetto era: “Molto urgente, Carlo Manfredi”. Credendo fosse accaduto qualcosa in molti hanno aperto il messaggio che riportava il seguente contenuto: «Salve, posso chiederti un favore? Scrivimi velocemente via e-mail perché non sono disponibile sul mio telefono. Carlo Manfredi». Alcuni contatti però l’hanno cercato su Messenger e su WhatsApp per verificare se fosse accaduto qualcosa. Il contenuto dell’email era alquanto strano. Il sindaco ha confermato che non era stato lui a mandarla. Poi su Facebook ha informato tutti con un post. «Stanno arrivando mail a mio nome, ma non è il mio indirizzo, pertanto non aprire e non rispondere, trattasi probabilmente di un virus o una truffa». 

Dall’indirizzo di posta elettronica, associato al suo nome, si è potuto capire che non si trattava di un virus. Alcuni contatti hanno voluto verificare andando avanti. Solo rispondendo al finto messaggio di aiuto era possibile capire cosa ci fosse dietro. Presto svelato. Intorno alle 3.50 della notte è arrivata un’altra email dove chi si spacciava per il sindaco di Castelleone di Suasa chiedeva 500 euro. «Grazie per la tua risposta e mi dispiace di scomodarti – si legge – sono in vacanza in Costa d’Avorio ed ho dimenticato le mie cose (il mio cellulare, carta di credito e contanti) in un taxi, al momento non ho a disposizione nulla. È imbarazzante per me chiederti questo ma desidererei che mi potessi sbloccare con 500 euro. Al momento del mio rientro ti rimborserò al più presto possibile. Ti prego di tenere questa mail solo per te per non inquietare i miei. Se sei disposto ad aiutarmi ti dirò come fare. Attendo tua risposta e grazie infinite». Nessuno ha abboccato perché il truffatore è andato a scomodare un sindaco che nel Comune che amministra non passa proprio inosservato. Il fatto che sia accaduto di sera poteva trarre in inganno ma molti l’avevano visto fino a poche ore prima. Impossibile quindi crederci.

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