Risorse post Covid per le città santuario, Loreto fuori. L’ira di Pieroni: «Decisione inspiegabile». E scrive a Draghi e Acquaroli

Sabato 11 Settembre 2021 di Arianna Carini
Risorse post Covid per le città santuario, Loreto fuori. L ira di Pieroni: «Decisione inspiegabile». E scrive a Draghi e Acquaroli

LORETO Pubblicato il bando per accedere ai contributi a fondo perduto destinati ai commercianti delle città santuario colpite dall’emergenza pandemica. Nell’elenco dei beneficiari figurano 58 comuni, fra cui Barano d’Ischia e Salsomaggiore, note stazioni termali, Rimini e Cervia emblema romagnolo del turismo balneare, la patria del nobile vino Montepulciano, Roma, Milano e la città ducale di Raffaello, Urbino, unica nelle Marche. All’appello manca Loreto, conosciuta nel mondo come uno dei più importanti e antichi luoghi di pellegrinaggio. 

 

 
Il messaggio 
«È una decisione inspiegabile che ci lascia sbigottiti - commenta il sindaco Moreno Pieroni che ieri ha indirizzato una lettera per chiedere chiarimenti al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro dell’Economia Franco e al presidente della Regione Acquaroli, oltre che al Direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini. - È davvero clamoroso che tra le città santuario non venga inclusa la nostra, che è sede di uno dei più importanti santuari mariani al mondo. Siamo stati i primi, insieme ad Assisi, a sollevare il problema: lo scorso novembre, quando i centri religiosi non erano stati inclusi nel decreto ristori, il nostro consiglio comunale aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno per integrare anche le città santuario e, successivamente, ci siamo attivati per lo stesso motivo con il decreto Sostegni, varato a marzo dal Governo Draghi. Ora che finalmente la situazione si è sbloccata è assurdo che proprio Loreto non sia contemplata tra i beneficiari di queste misure. Vogliamo vederci chiaro e faremo di tutto per fare valere il nostro diritto. Per questo ci appelliamo al presidente Draghi e al ministro competente, così come alla Regione Marche, affinché recepiscano le nostre istanze di città che vive di turismo religioso e perciò drammaticamente colpita dall’emergenza Covid». 
La missiva è un primo passo volto a definire una situazione dalle dinamiche non chiare: a quanto pare, la città mariana rispetterebbe tutti i requisiti richiesti per essere tra i soggetti aventi diritto, compresa la classificazione in zona A del centro storico, che nel caso di Loreto sarebbe estesa anche al di fuori della cinta muraria. Così come rispettato è il requisito demografico di avere più di 10mila abitanti. Anche il rapporto di uno a tre tra gli abitanti e il numero di visitatori residenti in paesi esteri risulta piuttosto ambiguo nella sua interpretazione e, soprattutto, quantificazione.


I numeri 
«A Loreto moltissimi turisti, anche esteri, non si fermano a dormire – evidenzia il sindaco – per questo è molto difficile parametrare in modo certo il numero degli stranieri, ma ciò non significa che non ci siano stati in gran numero prima della pandemia. I numeri parlano chiaro: nel nostro bilancio 2020 c’è stato un ammanco di un milione e mezzo di euro dovuto allo stop totale del turismo religioso. A farne le spese sono stati non solo gli albergatori, ma anche i ristoratori, i negozi e tutte le realtà commerciali, che contavano su questo tipo di presenze. Non è possibile non tenere in considerazione questi elementi». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

© RIPRODUZIONE RISERVATA