Anziana rapinata in casa a Loreto, i residenti scrivono al prefetto: «Viviamo nella paura, servono più controlli»

Anziana rapinata in casa a Loreto, i residenti scrivono al prefetto: «Viviamo nella paura, servono più controlli»
Anziana rapinata in casa a Loreto, i residenti scrivono al prefetto: «Viviamo nella paura, servono più controlli»
di Arianna Carini
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Lunedì 31 Ottobre 2022, 02:30 - Ultimo aggiornamento: 15:42

LORETO - «Più controlli sul territorio per far sì che non si manifestino altri episodi criminali così spiacevoli e si torni alla normalità per tutte le famiglie». Lo chiedono i residenti di Villa Musone, la frazione di Loreto bersagliata dai ladri, dove nella notte tra venerdì e sabato una 83enne è stata aggredita in casa per un misero bottino. La pensionata ha trascorso l’intera nottata immobilizzata sul pavimento a causa della frattura del femore riportata nella caduta. Ora è ricoverata in ospedale in attesa di essere operata. 

 
La denuncia


Il furto degenerato in rapina è avvenuto in via Brecce, a poche decine di metri dall’abitazione del sindaco. L’ennesimo episodio denunciato dai residenti ormai esasperati che, dopo aver scritto a febbraio all’Amministrazione comunale sollecitando pattugliamenti notturni della Polizia locale ed ulteriori telecamere di sorveglianza, hanno deciso di appellarsi al Prefettura di Ancona, nella speranza stavolta di essere ascoltati. «Da tempo l’intimità delle case e la sicurezza dei nostri esercizi commerciali è stata violata e la risposta ai fatti degli ultimi giorni necessita di essere rapida e severa – scrive nella lettera inoltrata al prefetto Pellos il presidente del comitato di quartiere, Mario Serenelli -. I recenti accadimenti di cronaca hanno suscitato notevole allarme fra la popolazione, alimentando un generalizzato clima di insicurezza». Tra dicembre 2021 e febbraio 2022, sono state depredate nelle ore serali e notturne diverse abitazioni, un’agenzia viaggi, varie attività gastronomiche e una cartolibreria. Ad agosto, i malviventi hanno saccheggiato il magazzino di una piccola impresa edile nei pressi del campo sportivo, dove sono sparite attrezzature per oltre 3.500 curo. Infine, a ottobre si sono verificate ulteriori effrazioni e furti in abitazioni, che hanno coinvolto anche la scuola primaria Collodi. Modalità e raggio d’azione lasciano pensare che a colpire, ormai da quasi un anno, siano sempre le stesse persone: almeno due complici che si spostano a piedi, disposti a correre il rischio di essere colti sul fatto pur di impossessarsi della refurtiva. Tra i residenti circolano da mesi i nomi dei due presunti responsabili, dimoranti nella frazione, e sulle vetrine di bar e negozi sono apparsi anche i primi cartelli di denuncia.


Le richieste


«L’esasperazione dei commercianti e residenti della frazione aumenta sempre di più e tutti chiedono alle istituzioni azioni mirate a frenare la preoccupante ondata di furti. Tale stato di frustrazione emerge anche consultando i social, dove l’idea di costituire delle ronde sta prendendo sempre più piede. Solo incrementando i controlli con l’ausilio di mezzi e personale - è la richiesta del comitato - si può riportare a Villa Musone la serenità e la tranquillità perduta». Intanto, spunta un testimone che la sera della rapina ha incrociato un uomo, alto e magro, che si stava dirigendo a piedi verso via Brecce. «Era mezzanotte e 20 – racconta -. Abiti sportivi grigio scuro, capelli rasati ai lati, profilo leggermente greco, indossava scarpe da tennis nere e aveva un borsellino a tracolla. Camminava spedito da via Rosario verso la rotatoria. Saprei riconoscerlo». 

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