Lanterna Azzurra, pioggia di denunce
Anche i superstiti chiedono giustizia

Sabato 9 Marzo 2019
Lanterna Azzurra, pioggia di denunce Anche i superstiti chiedono giustizia

CORINALDO - Piovono denunce anche dai sopravvissuti della Lanterna Azzurra, decine di querele presentate dai genitori di ragazzi che lamentano di aver subito danni fisici o traumi psicologici da quella tremenda disavventura, ma non figurano ancora nell’elenco delle parti offese negli atti dei procedimenti penali avviati dalla Procura ordinaria e da quella dei minori. Per motivi legati alla procedibilità d’ufficio dei reati, finora i pm avevano indicato come parti lese delle presunte condotte illecite - oltre agli eredi delle sei povere vittime - solo i feriti che, a quanto risulta dalle prognosi ospedaliere, hanno corso un pericolo di vita. Per tutti gli altri, un’ottantina circa di ragazzi usciti malconci dalla calca ma anche tanti altri che hanno riportato solo choc ma non conseguenze fisiche, scadeva proprio ieri il termine di 90 giorni utile per presentare una querela. 

 

Lo avevano ricordato, nei giorni precedenti la ricorrenza del terzo mese dalla strage, gli amministratori del gruppo Facebook Giustizia per le vittime della Lanterna Azzurra, diventato una sorta di catalizzatore delle iniziative di molte famiglie di ragazzi che la notte tra il 7 e l’8 dicembre erano nella discoteca di Corinaldo per assistere allo show di Sfera Ebbasta. 

Non è andata avanti, almeno per ora, l’intenzione di procedere insieme per una class action, ma per le cause civili c’è ancora tempo. Per le denunce penali invece il gruppo Facebook aveva messo a disposizione i prospetti standard di due tipi di querela, da utilizzare per danni fisici o solo psicologici. «E’ arrivato il momento di contarci e solo chi avrà querelato dimostrerà di essere intenzionato ad andare avanti - scrivono gli amministratori del gruppo -. Poi ci incontreremo con chi ha sporto querela. Se volete partecipare concretamente presentate querela». Molti, almeno dai commenti comparsi sul social network, lo hanno già fatto (circa un centinaio, secondo il gruppo Facebook) e probabilmente le varie denunce finiranno per ingrossare i fascicoli già aperti dalle due Procure, dove si ipotizzano i reati di omicidio preterintenzionale plurimo e lesioni dolose per il 17enne di Senigallia accusato di aver spruzzato lo spray al peperoncino e i reati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose per gli altri nove indagati, tra proprietari, gestori della discoteca e il responsabile della sicurezza. 

Vedrà la Procura quando allargare la cerchia degli indagati inserendo tra i possibili responsabili i nominativi indicati nell’atto di denuncia querela presentato giovedì ai carabinieri di Corinaldo dall’avvocato Federica Ferro per conto di Paolo Curi, il vedovo di Eleonora Girolimini, la mamma morta nella calca insieme a cinque ragazzini. Si chiede di procedere penalmente nei confronti del sindaco di Corinaldo Matteo Principi, presidente della commissione di vigilanza sui pubblici spettacoli che diede via libera alla discoteca, e degli altri membri della commissione e delle autorità che rilasciarono l’agibilità del locale e la licenza per pubblico spettacolo, oltre che del tecnico della Magic Srl (la società che gestiva la discoteca) che presentò il piano di sicurezza ed evacuazione. Nella denuncia si chiede anche di indagare il trapper Gionata Boschetti, in arte Sfera Ebbasta, e l’agente del cantante per presunte corresponsabilità nell’organizzazione dell’evento.

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