Ancona, la deruba e le spegne una sigaretta in testa dopo averle tirato i capelli: a giudizio un 28enne

Ancona, la deruba e le spegne una sigaretta in testa dopo averle tirato i capelli: a giudizio un 28enne
Ancona, la deruba e le spegne una sigaretta in testa dopo averle tirato i capelli: a giudizio un 28enne
di Federica Serfilippi
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Giovedì 25 Gennaio 2024, 03:15 - Ultimo aggiornamento: 12:03

ANCONA Fugge dopo aver rubato due paia di occhiali e ferisce una commerciante, tirandola per i capelli e spegnendole una sigaretta in testa. Sono gli estremi accusatori che hanno fatto finire sotto processo per rapina una 28enne originaria di Santo Domingo ma residente nel capoluogo dorico. Attualmente è detenuta in carcere per altra causa. L’imputata, difesa dall’avvocato Andrea Nobili, deve rispondere anche di lesioni personali perché la vittima, una commerciante di corso Amendola, aveva riportato tre giorni di prognosi per l’aggressione subita.

È stata proprio lei ieri mattina a raccontare i fatti risalenti alla serata del 22 settembre del 2018. «Ero all’interno del mio negozio - ha ricordato - e a un certo punto ho sentito delle voci concitate provenire da fuori.

Così mi sono affacciata». C’era il marito che stava discutendo con un terzetto di giovani, di cui faceva parte l’imputata. Dall’auto della commerciante, infatti, erano da poco spariti due paia di occhiali del valore complessivo di 500 euro. I sospetti erano proprio ricaduti su quel terzetto che stava attorno alla vettura della commerciante.

La fuga

A un certo punto i due ragazzi del terzetto si erano dati alla fuga, mentre la 28enne no. Lei si era incamminata a passo svelto fino a piazza Cavour, seguita a vista dalla commerciante e dal marito che volevano indietro gli occhiali (che la dominicana non aveva). La colluttazione tra le due donne sarebbe andata in scena mentre la presunta rapinatrice stava salendo sul bus. È in questo frangente che la commerciante sarebbe stata presa per i capelli. La 28enne le avrebbe anche spento una sigaretta sulla testa. «Non è vero niente» ha detto l’imputata. «Ho raggiunto quei ragazzi in un secondo momento e sono stata io ad essere aggredita». Il processo è stato rinviato al 21 febbraio.

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