La casa delle vacanze non c’è
Truffatore molesta la vittima

Lunedì 29 Aprile 2019
SENIGALLIA - Versa la caparra per la casa delle vacanze e si accorge che non esiste solo dopo essere stata stalkerizzata dal truffatore. La quarta vittima in poche settimane relativa a un annuncio per un appartamento in via Rieti. È una giovane mamma di Gualdo Tadino che ha denunciato il raggiro e ha rinunciato a trascorrere le vacanze a Senigallia. Non si fida più. 

«Mi sono accorta perché una sera l’uomo, a cui avevo pagato la caparra, ha cominciato a mandarmi messaggi particolari - racconta la donna -. Ero scocciata e non riuscivo a fermarlo, neanche minacciandolo di denuncia. Gli ho mandato poi una raccomandata alla via che mi aveva dato per email, per dire che non ero più interessata alla casa. Non mi fidavo più di lui. Mi sono accorta che era un truffatore quando la raccomandata è tornata indietro con destinatario sconosciuto». A quel punto la donna ha digitato il suo nome su internet e ha scoperto che si trattava di un osimano, già noto alle forze dell’ordine. L’appartamento di cui aveva ricevuto delle foto, prese chissà dove, l’aveva prenotato dal 5 al 12 agosto, pagando la caparra di 180 euro. L’annuncio l’aveva visto su un sito. 
«I messaggi erano molesti e aveva tentato un approccio - aggiunge - a me non interessava, l’avevo contattato solo per una casa al mare. Non verrò più a Senigallia, per portare i bambini al mare andrò da una mia amica a San Benedetto del Tronto perché almeno lei non mi trufferà». L’uomo si era poi giustificato, rispetto ai messaggi molesti, dicendo che gli avevano rubato il telefono. 

 

«Purtroppo assistiamo sempre più spesso a queste truffe quindi dovremmo aumentare la verifica delle informazioni - interviene Enrico Rimini, consulente dello staff del sindaco per il turismo -. In che modo? Controllando l’indirizzo indicato sulle mappe, ormai si può fare comodamente anche dal telefono. Poi, se esiste, vedere se vicino c’è un pubblico esercizio, eventualmente da chiamare per accertarsi che la casa sia davvero in affitto. Per delucidazioni o sospetti rivolgersi anche alla polizia locale che è sempre molto disponibile e può fare delle verifiche». 

In passato proprio i vigili ne hanno sventate diverse. «Non fidarsi mai delle ricariche Postepay - aggiunge Rimini - ma fare un bonifico bancario, chiedendo iban e intestatario e fare in modo che coincidano con l’intestatario del contratto d’affitto. Scrivere sempre nella causale del bonifico: caparra prenotazione con cognome e nome, data di arrivo e di partenza. Questi sono piccoli accorgimenti che riducono il rischio di truffe. Rappresentano un danno anche l’immagine di Senigallia, pur essendo un fenomeno generalizzato e non circoscritto alla nostra città». © RIPRODUZIONE RISERVATA