Jp Industries, riparte la produzione
Reparti in funzione due mesi, per ora

Sabato 28 Settembre 2019
FABRIANO - Riparte la produzione alla Jp Industries. Per ora, l’attività durerà un paio di mesi, ma l’azione è finalizzata a proseguire sulla strada del rilancio. Il segnale importante è giunto ieri sera, al termine del vertice dei sindacati con i legali dell’azienda e i due commissari giudiziari Simona Romagnoli di Jesi e Guido Paolucci di Roma, nominati nei mesi scorsi dal Tribunale di Ancona (sezione fallimentare), dopo che la Jp aveva chiesto di accedere al concordato in bianco. Un incontro che è servito per fare un quadro della situazione dell’azienda e tracciare il percorso proteso a risolvere alcune questioni pendenti, fermo restando che d’ora in avanti sarà necessario accelerare i tempi per la stesura del nuovo piano di ristrutturazione e l’individuazione di ulteriori ammortizzatori sociali che possano accompagnare il piano. Dal confronto è emerso che alcuni rapporti con i fornitori sono stati risolti, altri devono essere rispettati. E questo aspetto assume non poca rilevanza, poiché dovrà dare all’azienda maggiore serenità e consentirle di ripartire finalmente con la produzione, già slittata troppe volte. 

 

Buone nuove sono giunte sotto questo profilo, considerato che i reparti torneranno in funzione l’1 ottobre e l’attività si protrarrà fino al 27 novembre. La mancata risoluzione delle problematiche con tutti i fornitori costringerà a lavorare a singhiozzo (nei due stabilimenti fabrianesi di Santa Maria e del Maragone saranno impegnati circa 120 operai, sugli oltre 300 complessivi), ma il riavvio dell’attività significa che si sta imboccando la strada ipotizzata con la richiesta del concordato con riserva. In questo arco di tempo, i due impianti di Fabriano e il sito umbro di Gaifana (anche qui il numero delle maestranze sarà ridotto) dovranno produrre 20.000 pezzi tra lavatrici e frigoriferi. In regime di concordato, si riparte da zero, si evita la creazione di debiti e i pagamenti devono essere sempre puntuali. 

Si guarda avanti, perché le questioni del nuovo progetto e degli ammortizzatori sociali sono tanto rilevanti quanto spinose. «Occorre un piano di ristrutturazione concordatario che salvi tutti i livelli occupazionali – fanno sapere fonti sindacali – e, nel contempo, si devono mettere in campo nuovi ammortizzatori sociali che possano accompagnare l’intero progetto a sostegno dei lavoratori, che stanno sopportando grandi sacrifici». In effetti, ormai da diverse settimane, l’attenzione è rivolta pure alla cassa integrazione straordinaria, che per i dipendenti della Jp Industries terminerà a fine anno. Riguardo al piano di ristrutturazione, invece, il giudice fallimentare, nel momento in cui aveva consentito l’accesso al concordato in bianco, aveva stabilito che dovrà essere presentato entro il 29 novembre, con una possibile estensione di 60 giorni. Martedì prossimo, proprio in concomitanza con la ripresa dell’attività, Fim, Fiom e Uilm terranno un’assemblea con le maestranze per informarle dell’esito del vertice di ieri sera. La vertenza Jp Industries, che si sta trascinando da anni, interessa circa 650 lavoratori (metà dei due stabilimenti fabrianesi, l’altra metà dell’impianto umbro di Gaifana) e le loro famiglie.  © RIPRODUZIONE RISERVATA